Durante la fase finale dei colloqui teologici tenutisi a Nicea-Ninfeo nel 1234 tra gli apocrisiarî di papa Gregorio IX e la delegazione greca, quest’ultima, presieduta dal patriarca di Costantinopoli a Nicea Germano II, produsse in risposta ai legati latini una breve ma densa relazione (Responsio) sulla processione dello Spirito Santo, centrata su un dossier antologico di passi patristici sul tema. Il trattatello perse ben presto il suo carattere occasionale, e conobbe una notevole fortuna nei decennî successivi come compendiosa esposizione della dottrina pneumatologica e replica alle principali obiezioni latine, in particolare negli ambienti antiunionisti all’epoca del Concilio di Lione (1274). Testimonianza di tale fortuna è l’ampia circolazione manoscritta, nella quale si riscontrano tuttavia dieci distinte redazioni del testo (di cui una sopravvissuta solo in tradizione latina e una in tradizione slava), tra epitomi, manipolazioni intenzionali e riscritture integrali. Alcune di esse, come la prima edizione dell’opera in forma di trattato – priva di alcuni elementi occasionali contenuti nella redazione primigenia – o forsanche la sua rielaborazione in forma di ampia antologia, si possono ricondurre allo stesso patriarca Germano e al suo entourage; altre, invece, sembrano affondare le proprie radici negli anni dell’unione lionese, includendo epitomazioni, interpolazioni, e finanche alterazioni volte a eliminare passi che rischiavano di essere interpretati in favore degli avversari. Attraverso l’illustrazione della tradizione manoscritta, la comparazione delle varie redazioni e la ricostruzione del loro probabile milieu di origine, la relazione propone la Responsio come singolare esempio delle pratiche editoriali bizantine in relazione a un testo di contenuto teologico e al contempo di grande attualità nell’epoca delle controversie teologiche tra Greci e Latini, la cui fortuna è indissolubilmente legata alle molteplici revisioni e riedizioni dello stesso testo sia da parte dell’autore che da quei circoli intellettuali che ne sono stati i primi fruitori.
La fortuna dell’opera antilatina di Germano II tra edizioni d’autore, manipolazioni e riscritture
ghigi nicolò
2026
Abstract
Durante la fase finale dei colloqui teologici tenutisi a Nicea-Ninfeo nel 1234 tra gli apocrisiarî di papa Gregorio IX e la delegazione greca, quest’ultima, presieduta dal patriarca di Costantinopoli a Nicea Germano II, produsse in risposta ai legati latini una breve ma densa relazione (Responsio) sulla processione dello Spirito Santo, centrata su un dossier antologico di passi patristici sul tema. Il trattatello perse ben presto il suo carattere occasionale, e conobbe una notevole fortuna nei decennî successivi come compendiosa esposizione della dottrina pneumatologica e replica alle principali obiezioni latine, in particolare negli ambienti antiunionisti all’epoca del Concilio di Lione (1274). Testimonianza di tale fortuna è l’ampia circolazione manoscritta, nella quale si riscontrano tuttavia dieci distinte redazioni del testo (di cui una sopravvissuta solo in tradizione latina e una in tradizione slava), tra epitomi, manipolazioni intenzionali e riscritture integrali. Alcune di esse, come la prima edizione dell’opera in forma di trattato – priva di alcuni elementi occasionali contenuti nella redazione primigenia – o forsanche la sua rielaborazione in forma di ampia antologia, si possono ricondurre allo stesso patriarca Germano e al suo entourage; altre, invece, sembrano affondare le proprie radici negli anni dell’unione lionese, includendo epitomazioni, interpolazioni, e finanche alterazioni volte a eliminare passi che rischiavano di essere interpretati in favore degli avversari. Attraverso l’illustrazione della tradizione manoscritta, la comparazione delle varie redazioni e la ricostruzione del loro probabile milieu di origine, la relazione propone la Responsio come singolare esempio delle pratiche editoriali bizantine in relazione a un testo di contenuto teologico e al contempo di grande attualità nell’epoca delle controversie teologiche tra Greci e Latini, la cui fortuna è indissolubilmente legata alle molteplici revisioni e riedizioni dello stesso testo sia da parte dell’autore che da quei circoli intellettuali che ne sono stati i primi fruitori.I documenti in ARCA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



