Il saggio interpreta il primo romanzo di Daniele Del Giudice, "Lo stadio di Wimbledon" (1983), come una riflessione letteraria sul rapporto contrastato fra letteratura e realtà, che nel passaggio dagli anni Settanta a Ottanta l'autore si impone di affrontare. In questo senso, indagando la figura cardine di Bobi Bazlen, simbolo della crisi della letteratura nella sua capacità di rappresentare la realtà, il romanzo d’esordio di Del Giudice viene interpretato come un tentativo di esplorazione e di ricostruzione della funzione di mediazione della letteratura verso la vita. L'interpretazione è sviluppata attraverso l’analisi dell’intertesto bazleniano del romanzo ‒ Il capitano di lungo corso ‒ e del campo metaforico del naufragio. Come suggerisce la metafora del naufragio, la scrittura può fallire e questa eventualità la lega all’idea di probabilità. Tramite la dicotomia tra mimesis e phantasia, l'analisi si sofferma allora sull’idea delgiudiciana di una narrazione probabile, che riporta il protagonista del romanzo (e l'autore) a riconoscere la necessità della scrittura e a riaffermare la possibilità e la necessità di una mediazione tra realtà e rappresentazione letteraria.
L’arte del semplice passaggio. La scrittura come probabilità del naufragio ne "Lo stadio di Wimbledon"
Tempesta
2026
Abstract
Il saggio interpreta il primo romanzo di Daniele Del Giudice, "Lo stadio di Wimbledon" (1983), come una riflessione letteraria sul rapporto contrastato fra letteratura e realtà, che nel passaggio dagli anni Settanta a Ottanta l'autore si impone di affrontare. In questo senso, indagando la figura cardine di Bobi Bazlen, simbolo della crisi della letteratura nella sua capacità di rappresentare la realtà, il romanzo d’esordio di Del Giudice viene interpretato come un tentativo di esplorazione e di ricostruzione della funzione di mediazione della letteratura verso la vita. L'interpretazione è sviluppata attraverso l’analisi dell’intertesto bazleniano del romanzo ‒ Il capitano di lungo corso ‒ e del campo metaforico del naufragio. Come suggerisce la metafora del naufragio, la scrittura può fallire e questa eventualità la lega all’idea di probabilità. Tramite la dicotomia tra mimesis e phantasia, l'analisi si sofferma allora sull’idea delgiudiciana di una narrazione probabile, che riporta il protagonista del romanzo (e l'autore) a riconoscere la necessità della scrittura e a riaffermare la possibilità e la necessità di una mediazione tra realtà e rappresentazione letteraria.| File | Dimensione | Formato | |
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