Talking about inheritance and gift tax on non-listed companies’ shares, the Supreme court confirms that, if the company’s financial statement is present, they must be determined looking at the company’s equity value shown therein. However, the Court reminds that changes happened until the deceased’s death (and after the closing date of the financial statement) as well as any correction deriving from the non-reliability of the financial statement itself, must be considered too. The Court then, on the behalf of the principle of the equality of arms on tax litigations set out in art. 111 Cost., states that if the Tax Authority can prove the non-reliability of the financial statement (under art. 34, paragraph 4, D.lgs. 346/1990) the same right must be recognized to the taxpayer, who can also consider any relevant change happened until the deceased’s death (as well as he was allowed to before this last assessment of the Court).

La Corte di Cassazione conferma, ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, la vincolatività del criterio del patrimonio netto contabile per la valutazione delle partecipazioni in società non quotate in presenza di bilancio, e fa salve le modifiche derivanti o da mutamenti sopravvenuti fino alla data del decesso del de cuius o da rettifiche generate dall’inattendibilità del bilancio stesso. La Corte riconosce al contribuente, inoltre, in base al principio della parità delle armi nel processo tributario di cui all’art. 111 Cost., la possibilità di far valere le prove della non corrispondenza alla realtà del bilancio, così come riconosciuto all’Amministrazione finanziaria dall’art. 34, comma 4, D.lgs. n. 346 del 1990; nonché di tener conto dei “mutamenti sopravvenuti” fino alla data del decesso (circostanza, comunque, già pacificamente ammessa).

LA VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI NON QUOTATE NEL TRIBUTO SUCCESSORIO E LA POSSIBILITÀ PER IL CONTRIBUENTE DI DIMOSTRARE L’INATTENDIBILITÀ DEL BILANCIO IN ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DEL “GIUSTO” PROCESSO (COMMENTO A CORTE CASS. SENT. N. 11467 DELL’8 APRILE 2022)

interdonato
2022

Abstract

La Corte di Cassazione conferma, ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, la vincolatività del criterio del patrimonio netto contabile per la valutazione delle partecipazioni in società non quotate in presenza di bilancio, e fa salve le modifiche derivanti o da mutamenti sopravvenuti fino alla data del decesso del de cuius o da rettifiche generate dall’inattendibilità del bilancio stesso. La Corte riconosce al contribuente, inoltre, in base al principio della parità delle armi nel processo tributario di cui all’art. 111 Cost., la possibilità di far valere le prove della non corrispondenza alla realtà del bilancio, così come riconosciuto all’Amministrazione finanziaria dall’art. 34, comma 4, D.lgs. n. 346 del 1990; nonché di tener conto dei “mutamenti sopravvenuti” fino alla data del decesso (circostanza, comunque, già pacificamente ammessa).
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