The cathedral of Split, ex mausoleum of Roman emperor Diocletian, remains one of the most significant cases of reuse of antique architecture. At the beginning of the 18th century, the archbishop Stefano Cupilli envisioned an enlargement of the cathedral, a project also developed in eight drawings at the Archive of S. Jerome of the Croatians in Rome. The analysis of circumstances in which these drawings for the new Split cathedral were elaborated within Illirian (now Croatian) national community in Rome reveals the name of their author, the Roman architect Giacomo Antonio Canevari. This microhistory presents itself as an interplay of reflections: after a dialogue between Rome and the oriental coast of the Adriatic in the 4th century promoted by Diocletian, a millenium and a half later the projects for the cathedral on the oriental border of the Catholicism were again elaborated in Rome.

La cattedrale di Spalato, ovvero l’ex mausoleo di Diocleziano, rimane tutt’oggi uno dei più significativi episodi del riuso dell’architettura antica. All’inizio del Settecento l’arcivescovo Stefano Cupilli si adoperò per ampliare la cattedrale e alcuni disegni dell’Archivio di San Girolamo dei Croati a Roma sono riconducibili a questo episodio, rimasto irrealizzato. L’analisi delle circostanze della progettazione per la cattedrale spalatina nell’ambito della comunità nazionale “illirica” (croata) a Roma porta all’individuazione dei protagonisti della vicenda, determinando come autore dei disegni l’architetto romano Giacomo Antonio Canevari. La microstoria presa in considerazione si presenta quindi come un gioco di riflessi: dopo il dialogo tra Roma e la costa orientale dell’Adriatico nel IV secolo voluto da Diocleziano, un millennio e mezzo dopo le modifiche per la cattedrale del confine orientale del cattolicesimo furono di nuovo proposte dalla Città Eterna.

Progettare per la periferia cattolica: i disegni romani per il mancato ampliamento settecentesco della cattedrale di Spalato

Jasenka Gudelj
2014

Abstract

La cattedrale di Spalato, ovvero l’ex mausoleo di Diocleziano, rimane tutt’oggi uno dei più significativi episodi del riuso dell’architettura antica. All’inizio del Settecento l’arcivescovo Stefano Cupilli si adoperò per ampliare la cattedrale e alcuni disegni dell’Archivio di San Girolamo dei Croati a Roma sono riconducibili a questo episodio, rimasto irrealizzato. L’analisi delle circostanze della progettazione per la cattedrale spalatina nell’ambito della comunità nazionale “illirica” (croata) a Roma porta all’individuazione dei protagonisti della vicenda, determinando come autore dei disegni l’architetto romano Giacomo Antonio Canevari. La microstoria presa in considerazione si presenta quindi come un gioco di riflessi: dopo il dialogo tra Roma e la costa orientale dell’Adriatico nel IV secolo voluto da Diocleziano, un millennio e mezzo dopo le modifiche per la cattedrale del confine orientale del cattolicesimo furono di nuovo proposte dalla Città Eterna.
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