Questo articolo costituisce la prima parte di un contributo più ampio (la seconda parte ver- rà pubblicata nel fascicolo del 2018 di questa rivista). Nella prima sezione (che è sviluppata in questa puntata) si esamina in particolare la questione legata all’uso del volgare in rapporto al latino per come emerge dal Dialogo delle lingue di Sperone Speroni (1500-1588) e si approfondisce il trattamento che Speroni riserva alla caratterizzazione di Lazzaro Bonamico (1479-1552), fra trasfigurazione letteraria e aderenza alla realtà storica, così mettendo in luce alcuni aspetti ca- ratteristici della tecnica dialogica speroniana. Nella seconda parte si esaminerà l’altra questione linguistica posta dal dialogo, nella quale andrà visto il suo contributo più innovativo: quella, cioè, relativa all’uso del volgare per esprimere i contenuti della scienza e della filosofia aristoteliche. Nelle conclusioni si affronterà un problema più ampio, cioè il modo in cui le idee di Speroni vennero attualizzate da personalità che furono in grado di “tradurre” il messaggio del Padova- no e d’intraprendere un programma concreto di volgarizzamenti. In particolare, si dedicherà una speciale attenzione ad Alessandro Piccolomini (1508-1579), un filosofo e letterato che per un tratto breve ma significativo della sua carriera intellettuale fu profondamente influenzato dalle posizioni speroniane.

«Aristotile fatto volgare». Una questione linguistica dalla teoria alla prassi (parte I)

cotugno alessio
2017

Abstract

Questo articolo costituisce la prima parte di un contributo più ampio (la seconda parte ver- rà pubblicata nel fascicolo del 2018 di questa rivista). Nella prima sezione (che è sviluppata in questa puntata) si esamina in particolare la questione legata all’uso del volgare in rapporto al latino per come emerge dal Dialogo delle lingue di Sperone Speroni (1500-1588) e si approfondisce il trattamento che Speroni riserva alla caratterizzazione di Lazzaro Bonamico (1479-1552), fra trasfigurazione letteraria e aderenza alla realtà storica, così mettendo in luce alcuni aspetti ca- ratteristici della tecnica dialogica speroniana. Nella seconda parte si esaminerà l’altra questione linguistica posta dal dialogo, nella quale andrà visto il suo contributo più innovativo: quella, cioè, relativa all’uso del volgare per esprimere i contenuti della scienza e della filosofia aristoteliche. Nelle conclusioni si affronterà un problema più ampio, cioè il modo in cui le idee di Speroni vennero attualizzate da personalità che furono in grado di “tradurre” il messaggio del Padova- no e d’intraprendere un programma concreto di volgarizzamenti. In particolare, si dedicherà una speciale attenzione ad Alessandro Piccolomini (1508-1579), un filosofo e letterato che per un tratto breve ma significativo della sua carriera intellettuale fu profondamente influenzato dalle posizioni speroniane.
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