Il problema delle sostanze che si producono durante un incendio è estremamente sentito sia dal personale adibito per ragioni professionali all’intervento di limitazione e gestione dell’evento, sia dalla popolazione ubicata nelle immediate vicinanze al focolaio. Durante un incendio si può produrre una grandissima varietà di composti, compresi gas, vapori organici e materiale particolato. Da questi in toto si può generare una enorme gamma di effetti tossicologici negli organismi. Tali effetti sono difficilmente discernibili in quanto ad agente scatenante, essendo il risultato finale di processi sinergici/antagonisti/additivi dipendenti (a parità di tipo e quantità di sostanze combuste) da una parte dalle modalità di sviluppo dell’incendio stesso, dall’altra dal tipo di esposizione su un determinato organismo. Scopo di questo studio è stato quello di verificare se il test denominato FM22 (Frozen Mitochondria at -22°C bioassay, test di inibizione della respirazione mitocondriale) possa essere annoverato quale bioassay di primo approccio per la valutazione della tossicità di miscele derivate da combustione, in condizioni controllate, di sostanze pure e/o mix, di origine antropica. L’ipotesi di partenza sta nella considerazione che, in virtù della fisiologia stessa che governa lo scambio dei gas respiratori, nonché per l’elevata temperatura dei fumi inalabili durante un incendio, ciò che arriva a livello dei bronchioli polmonari riesce facilmente ad entrare e, pertanto, ad avere una potenziale azione tossica direttamente a livello mitocondriale. I prodotti di combustione testati con FM22 sono stati ovviamente anche analizzati al GC-MS, operando, quando possibile, una identificazione e una quantificazione delle centinaia di picchi risultanti nei cromatogrammi. Oltre a ciò, si è tentato una elaborazione con i TEEL (Temporary Emergency Exposure Limit) cercando di correlare tale approccio con i risultati (espressi come IC50) dopo applicazione del FM22 bioassay.

FM22 (Frozen Mitochondria bioassay) quale potenziale test per la valutazione di esposizione per inalazione.

MANENTE, Sabrina;MINELLO, FABIOLA;SPERNI, Laura;PAOLUCCI, Gino;RAVAGNAN, Giampietro;PERIN, Guido
2008

Abstract

Il problema delle sostanze che si producono durante un incendio è estremamente sentito sia dal personale adibito per ragioni professionali all’intervento di limitazione e gestione dell’evento, sia dalla popolazione ubicata nelle immediate vicinanze al focolaio. Durante un incendio si può produrre una grandissima varietà di composti, compresi gas, vapori organici e materiale particolato. Da questi in toto si può generare una enorme gamma di effetti tossicologici negli organismi. Tali effetti sono difficilmente discernibili in quanto ad agente scatenante, essendo il risultato finale di processi sinergici/antagonisti/additivi dipendenti (a parità di tipo e quantità di sostanze combuste) da una parte dalle modalità di sviluppo dell’incendio stesso, dall’altra dal tipo di esposizione su un determinato organismo. Scopo di questo studio è stato quello di verificare se il test denominato FM22 (Frozen Mitochondria at -22°C bioassay, test di inibizione della respirazione mitocondriale) possa essere annoverato quale bioassay di primo approccio per la valutazione della tossicità di miscele derivate da combustione, in condizioni controllate, di sostanze pure e/o mix, di origine antropica. L’ipotesi di partenza sta nella considerazione che, in virtù della fisiologia stessa che governa lo scambio dei gas respiratori, nonché per l’elevata temperatura dei fumi inalabili durante un incendio, ciò che arriva a livello dei bronchioli polmonari riesce facilmente ad entrare e, pertanto, ad avere una potenziale azione tossica direttamente a livello mitocondriale. I prodotti di combustione testati con FM22 sono stati ovviamente anche analizzati al GC-MS, operando, quando possibile, una identificazione e una quantificazione delle centinaia di picchi risultanti nei cromatogrammi. Oltre a ciò, si è tentato una elaborazione con i TEEL (Temporary Emergency Exposure Limit) cercando di correlare tale approccio con i risultati (espressi come IC50) dopo applicazione del FM22 bioassay.
Atti del XVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Ecologia, SItE, “Ecologia, emergenza, pianificazione”
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