L’isola di Sacca S. Biagio è situata nella laguna centrale di Venezia e si estende su una superficie di circa 45000 m2. Sull’isola sono state riversate le ceneri risultanti dall’attività di termodistruzione di un inceneritore per rifiuti solidi urbani attivo negli anni ’70. Tale area rientra nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera da bonificare e risulta contaminata principalmente da metalli pesanti. Scopo di questo lavoro è la caratterizzazione del substrato, in particolare la valutazione della frazione di metalli potenzialmente biodisponibili, e la ricerca di relazioni tra le concentrazioni di metalli pesanti nel substrato e quelle presenti nei tessuti vegetali di sette specie erbacee raccolte sull’isola scelte tra quelle più abbondanti nel sito. A tal fine è stata indagata la concentrazione di metalli nel substrato e nelle piante mediante analisi ICP-AES e ICP-MS ed è stata effettuata una caratterizzazione semi-quantitativa del substrato con SEM-EDS e XRD. Il sito risulta contaminato principalmente da rame, piombo e zinco e sono stati osservati particelle, composti ed aggregati contenenti metalli pesanti e minerali di neo-formazione derivanti da processi di weathering [Piantone et al., 2004]. La mobilità dei metalli e la loro potenziale biodisponibilità per la vegetazione è stata valutata mediante estrazioni con HCl 0.5 M ed acido citrico; i risultati indicano una bassa mobilità già ipotizzabile in base alla natura della matrice considerata [Meima et al., 1999]. Le radici e la porzione epigea delle piante sono state analizzate separatamente. Dai risultati è emersa una grande variabilità nella risposta biologica delle diverse specie, ma si possono comunque individuare delle tendenze generali: ad esempio Rumex crispus e Conyza canadensis sembrano traslocare facilmente molti dei metalli considerati verso la porzione aerea, mentre Cynodon dactylon mostra un comportamento opposto e potrebbe perciò essere considerata una specie escluditrice, nella quale i metalli rimangono concentrati nelle radici e la traslocazione verso le parti aeree è minima [Fitz and Wenzel, 2002].

Caratterizzazione delle componenti biotiche e abiotiche di un sito contaminato da ceneri di rifiuti solidi urbani

ARGESE, Emanuele;RAMPAZZO, Giancarlo;RIGO, Chiarafrancesca;
2007-01-01

Abstract

L’isola di Sacca S. Biagio è situata nella laguna centrale di Venezia e si estende su una superficie di circa 45000 m2. Sull’isola sono state riversate le ceneri risultanti dall’attività di termodistruzione di un inceneritore per rifiuti solidi urbani attivo negli anni ’70. Tale area rientra nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera da bonificare e risulta contaminata principalmente da metalli pesanti. Scopo di questo lavoro è la caratterizzazione del substrato, in particolare la valutazione della frazione di metalli potenzialmente biodisponibili, e la ricerca di relazioni tra le concentrazioni di metalli pesanti nel substrato e quelle presenti nei tessuti vegetali di sette specie erbacee raccolte sull’isola scelte tra quelle più abbondanti nel sito. A tal fine è stata indagata la concentrazione di metalli nel substrato e nelle piante mediante analisi ICP-AES e ICP-MS ed è stata effettuata una caratterizzazione semi-quantitativa del substrato con SEM-EDS e XRD. Il sito risulta contaminato principalmente da rame, piombo e zinco e sono stati osservati particelle, composti ed aggregati contenenti metalli pesanti e minerali di neo-formazione derivanti da processi di weathering [Piantone et al., 2004]. La mobilità dei metalli e la loro potenziale biodisponibilità per la vegetazione è stata valutata mediante estrazioni con HCl 0.5 M ed acido citrico; i risultati indicano una bassa mobilità già ipotizzabile in base alla natura della matrice considerata [Meima et al., 1999]. Le radici e la porzione epigea delle piante sono state analizzate separatamente. Dai risultati è emersa una grande variabilità nella risposta biologica delle diverse specie, ma si possono comunque individuare delle tendenze generali: ad esempio Rumex crispus e Conyza canadensis sembrano traslocare facilmente molti dei metalli considerati verso la porzione aerea, mentre Cynodon dactylon mostra un comportamento opposto e potrebbe perciò essere considerata una specie escluditrice, nella quale i metalli rimangono concentrati nelle radici e la traslocazione verso le parti aeree è minima [Fitz and Wenzel, 2002].
Atti del X Congresso Nazionale Di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali
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