Il lessico di frequenza si configura come uno strumento di indagine fonda- mentale in diverse discipline linguistiche. L’ambito della frequenza lessi- cale è diventato oggetto di indagine nelle lingue dei segni solo di recente, da quando sono disponibili ampi corpora di dati linguistici videoregistrati e analizzabili computazionalmente. Tuttavia, la modalità visiva peculiare a queste lingue pone sfide metodologiche specifiche. Nell’ambito degli stu- di sulla LIS, Russo Cardona (2006) sottolinea l’importanza del lessico di frequenza e discute i principali problemi metodologici legati alla sua rea- lizzazione. Muovendo da queste riflessioni, il presente studio costituisce il primo tentativo di indagare la frequenza d’uso dei segni della LIS attraverso dati provenienti da un corpus di narrazioni spontanee. Il dataset analizzato (16.191 token) è stato ottenuto mediante una rigorosa revisione di annota- zioni preesistenti. Tra i token con un maggior numero di occorrenze emergo- no elementi sia funzionali che lessicali. L’alto numero di indicazioni (pro- nomi e locativi) è in linea con quanto osservato in altre lingue dei segni. Il confronto intermodale con l’italiano parlato (VoLIP) rivela differenze signi- ficative nelle strategie lessicali impiegate nelle due modalità comunicative.

Misurare la frequenza lessicale nella LIS attraverso le narrazioni spontanee

Lara Mantovan
In corso di stampa

Abstract

Il lessico di frequenza si configura come uno strumento di indagine fonda- mentale in diverse discipline linguistiche. L’ambito della frequenza lessi- cale è diventato oggetto di indagine nelle lingue dei segni solo di recente, da quando sono disponibili ampi corpora di dati linguistici videoregistrati e analizzabili computazionalmente. Tuttavia, la modalità visiva peculiare a queste lingue pone sfide metodologiche specifiche. Nell’ambito degli stu- di sulla LIS, Russo Cardona (2006) sottolinea l’importanza del lessico di frequenza e discute i principali problemi metodologici legati alla sua rea- lizzazione. Muovendo da queste riflessioni, il presente studio costituisce il primo tentativo di indagare la frequenza d’uso dei segni della LIS attraverso dati provenienti da un corpus di narrazioni spontanee. Il dataset analizzato (16.191 token) è stato ottenuto mediante una rigorosa revisione di annota- zioni preesistenti. Tra i token con un maggior numero di occorrenze emergo- no elementi sia funzionali che lessicali. L’alto numero di indicazioni (pro- nomi e locativi) è in linea con quanto osservato in altre lingue dei segni. Il confronto intermodale con l’italiano parlato (VoLIP) rivela differenze signi- ficative nelle strategie lessicali impiegate nelle due modalità comunicative.
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Varietà parlate, segnate, scritte: nuovi paradigmi interpretativi tra sincronia e diacronia
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