Questo articolo analizza e interpreta il pensiero di Antonio Gramsci, mettendo in luce sia la sua dimensione di uomo di pensiero, sia quella di uomo d’azione; un’azione volta al superamento di specifiche configurazioni socio-politiche e fondata sull’attenta analisi della congiuntura storica del suo tempo. Il contributo propone un’interpretazione della categoria di rivoluzione passiva che ne sottolinea il suo carattere duplice, analitico e strategico, evidenziando la sua utilità tanto nella comprensione storica quanto nell’azione politica in specifiche congiunture. Attraverso questa prospettiva, ne suggerisce un possibile uso, strettamente connesso all’analisi delle teorie e prassi delle organizzazioni e movimenti subalterni sudafricani. Lo studio mette in risalto la centralità dell’approccio pedagogico negli scritti di Gramsci, così come in alcuni usi del suo pensiero in Sudafrica legati a processi di lotta e trasformazione sociale. Attraverso alcuni spunti derivanti dall’analisi del pensiero di Neville Alexander e dell’operato del sindacato NUMSA, si argomenta come la questione pedagogica sia profondamente radicata nella storia del movimento antiapartheid e come il periodo di transizione abbia invece determinato un processo di depotenziamento di questa prospettiva nelle istituzioni dei subalterni. Si identifica in questo processo uno dei punti di caduta delle risoluzioni dei processi di rivoluzione passiva.

La prospettiva pedagogica nei processi di rivoluzione passiva: riflessioni dalle trincee dei movimenti in Sudafrica

Pontarelli, Francesco
2026

Abstract

Questo articolo analizza e interpreta il pensiero di Antonio Gramsci, mettendo in luce sia la sua dimensione di uomo di pensiero, sia quella di uomo d’azione; un’azione volta al superamento di specifiche configurazioni socio-politiche e fondata sull’attenta analisi della congiuntura storica del suo tempo. Il contributo propone un’interpretazione della categoria di rivoluzione passiva che ne sottolinea il suo carattere duplice, analitico e strategico, evidenziando la sua utilità tanto nella comprensione storica quanto nell’azione politica in specifiche congiunture. Attraverso questa prospettiva, ne suggerisce un possibile uso, strettamente connesso all’analisi delle teorie e prassi delle organizzazioni e movimenti subalterni sudafricani. Lo studio mette in risalto la centralità dell’approccio pedagogico negli scritti di Gramsci, così come in alcuni usi del suo pensiero in Sudafrica legati a processi di lotta e trasformazione sociale. Attraverso alcuni spunti derivanti dall’analisi del pensiero di Neville Alexander e dell’operato del sindacato NUMSA, si argomenta come la questione pedagogica sia profondamente radicata nella storia del movimento antiapartheid e come il periodo di transizione abbia invece determinato un processo di depotenziamento di questa prospettiva nelle istituzioni dei subalterni. Si identifica in questo processo uno dei punti di caduta delle risoluzioni dei processi di rivoluzione passiva.
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