Questo articolo contribuisce al recente interesse per i discorsi che hanno caratterizzato l’attivismo antinucleare femminile in Italia, considerando l’attività ancora scarsamente indagata di alcuni gruppi femministi romani tra gli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di un lavoro preliminare, volto a individuare alcune delle modalità attraverso cui, in Italia, diverse soggettività femministe intrecciarono la loro critica a modelli politici, culturali ed economici dominanti con gli elementi innovativi delle proteste antinucleari, introducendone di nuovi legati al genere. A partire dall’analisi di fonti e documenti conservati presso l’archivio storico di Archivia, importante centro di documentazione femminista romano, l’articolo mette in luce le articolazioni di una critica radicale alla «società tecno-patriarcale», in cui il rifiuto dell’energia nucleare si esprime tramite discorsi e pratiche politiche capaci di ridefinire il rapporto tra scienza, potere, vita e partecipazione democratica. Così, soffermandosi su alcune traiettorie specifiche, tra cui l’internazionalismo, o la critica a quello che oggi verrebbe definito doppio utilizzo, si intendono offrire spunti utili per un dialogo con le prospettive emerse nella storiografia internazionale, nell’ottica di formulare nuove ricerche capaci di porre (e rispondere a) nuove domande su genere e antinuclearismo in Italia.
“Meno Radioattività. Più Affettività”. Riflessioni sull’antinuclearismo femminista a Roma tra gli anni Settanta e Ottanta
Virginia Salerno
2026
Abstract
Questo articolo contribuisce al recente interesse per i discorsi che hanno caratterizzato l’attivismo antinucleare femminile in Italia, considerando l’attività ancora scarsamente indagata di alcuni gruppi femministi romani tra gli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di un lavoro preliminare, volto a individuare alcune delle modalità attraverso cui, in Italia, diverse soggettività femministe intrecciarono la loro critica a modelli politici, culturali ed economici dominanti con gli elementi innovativi delle proteste antinucleari, introducendone di nuovi legati al genere. A partire dall’analisi di fonti e documenti conservati presso l’archivio storico di Archivia, importante centro di documentazione femminista romano, l’articolo mette in luce le articolazioni di una critica radicale alla «società tecno-patriarcale», in cui il rifiuto dell’energia nucleare si esprime tramite discorsi e pratiche politiche capaci di ridefinire il rapporto tra scienza, potere, vita e partecipazione democratica. Così, soffermandosi su alcune traiettorie specifiche, tra cui l’internazionalismo, o la critica a quello che oggi verrebbe definito doppio utilizzo, si intendono offrire spunti utili per un dialogo con le prospettive emerse nella storiografia internazionale, nell’ottica di formulare nuove ricerche capaci di porre (e rispondere a) nuove domande su genere e antinuclearismo in Italia.I documenti in ARCA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



