Joyce Lussu è nota per la sua attività di traduttrice di poesie, nonché per aver ottenuto la Medaglia d’argento al Valore militare per la sua attività di Resistenza. Più raramente si pensa a lei in quanto scrittrice, eppure la sua produzione letteraria è piuttosto vasta e non manca una serie di romanzi. L’intervento si propone di analizzare un libro uscito nel 1982 per la casa editrice Il Lavoro Editoriale, Sherlock Holmes: anarchici e siluri. Il commento, di stampo narratologico, si concentrerà sull’analisi della struttura formale del testo tentando di approfondire anche varie tematiche, quali la scelta della voce narrante, la resa dei personaggi, la cornice testuale, il rapporto tra Storia e diegesi. Quest’ultimo aspetto permetterà di ragionare riguardo alla relazione che intercorre tra realtà e finzione romanzesca che, attraverso alcuni espedienti letterari tipici (come il manoscritto ritrovato), si intrecciano continuamente nel corso della narrazione. Trattandosi di una riscrittura, parte di questo commento sarà inoltre dedicata alla questione della letteratura di secondo grado, affrontata anche da Gérard Genette in Palinsesti (1997).

Joyce Lussu (ri)scrittrice di romanzi. Il caso di Sherlock Holmes: anarchici e siluri (1982)

Maira Martini
2025

Abstract

Joyce Lussu è nota per la sua attività di traduttrice di poesie, nonché per aver ottenuto la Medaglia d’argento al Valore militare per la sua attività di Resistenza. Più raramente si pensa a lei in quanto scrittrice, eppure la sua produzione letteraria è piuttosto vasta e non manca una serie di romanzi. L’intervento si propone di analizzare un libro uscito nel 1982 per la casa editrice Il Lavoro Editoriale, Sherlock Holmes: anarchici e siluri. Il commento, di stampo narratologico, si concentrerà sull’analisi della struttura formale del testo tentando di approfondire anche varie tematiche, quali la scelta della voce narrante, la resa dei personaggi, la cornice testuale, il rapporto tra Storia e diegesi. Quest’ultimo aspetto permetterà di ragionare riguardo alla relazione che intercorre tra realtà e finzione romanzesca che, attraverso alcuni espedienti letterari tipici (come il manoscritto ritrovato), si intrecciano continuamente nel corso della narrazione. Trattandosi di una riscrittura, parte di questo commento sarà inoltre dedicata alla questione della letteratura di secondo grado, affrontata anche da Gérard Genette in Palinsesti (1997).
2025
51
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