La persistenza dei modelli narrativi classici nella letteratura contemporanea, in particolare nella narrativa rivolta a un pubblico adolescenziale (Young Adult o YA), non sopravvive passivamente, ma si reinscrive nei codici narrativi del presente secondo modalità intertestuali e generazionali. «I classici», come osserva Italo Calvino, «arrivano a noi portando con sé la traccia delle letture che li hanno preceduti»,991 trasformandosi in nodi intertestuali capaci di attraversare epoche e sistemi simbolici differenti. In questa prospettiva, Le Metamorfosi di Apuleio (II sec. d.C.) offrono un modello archetipico di narrazione metamorfica incentrata sul mutamento identitario e sull’accesso a una nuova soggettività. Il protagonista Lucio, giovane e curioso, attraversa un’esperienza liminale che lo conduce dalla forma animale a una rinnovata condizione umana, segnando il passaggio dalla giovinezza all’età adulta. La metamorfosi, dunque, non è solo mutazione fisica, ma dispositivo simbolico che struttura un percorso formativo. A partire da questa ipotesi, il presente contributo analizza la riformulazione del modello apuleiano nella distopia Young Adult (YA) contemporanea, attraverso tre opere: The Hunger Games di Suzanne Collins (2008), Uglies di Scott Westerfeld (2005) e The Power di Naomi Alderman (2016). In ciascun testo, la metamorfosi fisica, sociale o simbolica, rappresenta il fulcro di una dinamica identitaria che attraversa marginalità, trauma e rinegoziazione del sé. L’indagine si articola in prospettiva comparatistica e intertestuale: dapprima con una rilettura del modello apuleiano, poi con un’esplorazione delle caratteristiche ideologiche e narrative della distopia YA. L’obiettivo è mostrare come la metamorfosi continui ad agire come metafora fondativa della costruzione dell’identità in contesti segnati dalla crisi, dal potere e dal mutamento.
Mutata Forma: Dystopian Metamorphoses from Apuleius to YA Literature
Carolina, Celeste Granini
2026
Abstract
La persistenza dei modelli narrativi classici nella letteratura contemporanea, in particolare nella narrativa rivolta a un pubblico adolescenziale (Young Adult o YA), non sopravvive passivamente, ma si reinscrive nei codici narrativi del presente secondo modalità intertestuali e generazionali. «I classici», come osserva Italo Calvino, «arrivano a noi portando con sé la traccia delle letture che li hanno preceduti»,991 trasformandosi in nodi intertestuali capaci di attraversare epoche e sistemi simbolici differenti. In questa prospettiva, Le Metamorfosi di Apuleio (II sec. d.C.) offrono un modello archetipico di narrazione metamorfica incentrata sul mutamento identitario e sull’accesso a una nuova soggettività. Il protagonista Lucio, giovane e curioso, attraversa un’esperienza liminale che lo conduce dalla forma animale a una rinnovata condizione umana, segnando il passaggio dalla giovinezza all’età adulta. La metamorfosi, dunque, non è solo mutazione fisica, ma dispositivo simbolico che struttura un percorso formativo. A partire da questa ipotesi, il presente contributo analizza la riformulazione del modello apuleiano nella distopia Young Adult (YA) contemporanea, attraverso tre opere: The Hunger Games di Suzanne Collins (2008), Uglies di Scott Westerfeld (2005) e The Power di Naomi Alderman (2016). In ciascun testo, la metamorfosi fisica, sociale o simbolica, rappresenta il fulcro di una dinamica identitaria che attraversa marginalità, trauma e rinegoziazione del sé. L’indagine si articola in prospettiva comparatistica e intertestuale: dapprima con una rilettura del modello apuleiano, poi con un’esplorazione delle caratteristiche ideologiche e narrative della distopia YA. L’obiettivo è mostrare come la metamorfosi continui ad agire come metafora fondativa della costruzione dell’identità in contesti segnati dalla crisi, dal potere e dal mutamento.I documenti in ARCA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



