A fronte di una costante proliferazione di studi sulla sostenibilità, è sempre più avvertita l’esigenza di favorire tanto un’analisi puntuale degli esiti della ricerca nei diversi ambiti disciplinari quanto una loro ricomposizione all’interno di quadri di insieme sempre più ampi che ne mappino le interconnessioni, così favorendo, per questa via, una interdisciplinarità non più occasionale, ma finalmente organica all’analisi dei problemi complessi in cui prende forma la sostenibilità come problema, come domanda di senso e come responsabilità. Occorre, dunque, in questa fase evolutiva del dibattito sul tema, accostarsi alla sostenibilità non come ad un concetto statico o a un obiettivo già definito, ma come a una questione aperta del pensiero contemporaneo e, in quanto tale, tanto campo problematico, in cui proliferano molteplici e talvolta divergenti interpretazioni che riguardano diversi piani del discorso e differenti aree del sapere, quanto interrogativo generativo, a partire dal quale osservare come pensiero e azione, individuo e collettività, presente e futuro possano (e debbano) coevolvere in un medesimo orizzonte di senso. Solo l’obliquità consente di vedere l’intreccio tra le dimensioni ecologiche, sociali, cognitive e politiche; di riconoscere le contraddizioni che costituiscono il reale simbiotico; di sostenere la tensione tra ciò che è e ciò che potrebbe essere; di generare un pensiero capace di aprire possibilità.

Dello sguardo e della sua inclinazione. Una introduzione alla sostenibilità

Ines GIUNTA
2026

Abstract

A fronte di una costante proliferazione di studi sulla sostenibilità, è sempre più avvertita l’esigenza di favorire tanto un’analisi puntuale degli esiti della ricerca nei diversi ambiti disciplinari quanto una loro ricomposizione all’interno di quadri di insieme sempre più ampi che ne mappino le interconnessioni, così favorendo, per questa via, una interdisciplinarità non più occasionale, ma finalmente organica all’analisi dei problemi complessi in cui prende forma la sostenibilità come problema, come domanda di senso e come responsabilità. Occorre, dunque, in questa fase evolutiva del dibattito sul tema, accostarsi alla sostenibilità non come ad un concetto statico o a un obiettivo già definito, ma come a una questione aperta del pensiero contemporaneo e, in quanto tale, tanto campo problematico, in cui proliferano molteplici e talvolta divergenti interpretazioni che riguardano diversi piani del discorso e differenti aree del sapere, quanto interrogativo generativo, a partire dal quale osservare come pensiero e azione, individuo e collettività, presente e futuro possano (e debbano) coevolvere in un medesimo orizzonte di senso. Solo l’obliquità consente di vedere l’intreccio tra le dimensioni ecologiche, sociali, cognitive e politiche; di riconoscere le contraddizioni che costituiscono il reale simbiotico; di sostenere la tensione tra ciò che è e ciò che potrebbe essere; di generare un pensiero capace di aprire possibilità.
2026
LO SGUARDO OBLIQUO. Lemmario critico su crisi e sostenibilità
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