In questo contributo sosteniamo l’idea che lo sport (quello di squadra in particolare poiché coinvolge anche una dimensione cooperativa) possa rappresentare un valido contesto in cui sviluppare contemporaneamente apprendimenti linguistici, relazioni interpersonali positive e proposte educative interculturali. Risulta esserlo per ragioni “spontanee” che andremo a declinare, ed è questa una caratteristica molto importante se si vuol dare autenticità e significatività agli apprendimenti. Lo sport, infatti, ha il vantaggio di essere praticato e amato spontaneamente in tutto il mondo e quindi, come contenuto, di interessare più facilmente in modo intrinseco gli studenti. Tale interesse genera quindi motivazione autodiretta, che si autoalimenta e che si può sostenere nel tempo sfruttando metodologie didattiche che valorizzino il gruppo nelle sue differenze e nella sua coesione. Proprio differenza e coesione sono parole fondamentali per il successo di una squadra e, di conseguenza, lo sport si rivela un contesto estremamente favorevole per lo sviluppo di processi educativi complessi quali quelli interculturali. Lo sport, posto che sia amato, sintetizza quindi contenuti motivanti e processi educativi senza “forzature” pedagogiche. A questo si aggiunga che uno dei vantaggi intrinseci del gioco di squadra è che per giocare con piacere si debbano conoscere (e rispettare) le regole. Tali “necessità” possono essere lo stimolo naturale per far sviluppare dei bisogni indotti ma significativi di tipo linguistico e scolastico-disciplinare (per comprendere, ad esempio, un testo regolativo come il regolamento scritto). Sono, a questo punto, l’azione metodologica (attraverso la sfida cognitiva e la ludicità delle attività didattiche) e la capacità relazionale del docente (attraverso la relazione di aiuto e di fiducia) che possono far sviluppare negli studenti ulteriori motivazioni. Sta quindi al docente innanzitutto valutare quale sport può piacere a quel determinato gruppo di studenti e, di conseguenza, adattare le sue proposte didattiche.

LO SPORT DI SQUADRA PER FACILITARE L'APPRENDIMENTO LINGUISTICO: TRA LINGUA, RELAZIONE E INTERCULTURA

Fabio CAON
2025

Abstract

In questo contributo sosteniamo l’idea che lo sport (quello di squadra in particolare poiché coinvolge anche una dimensione cooperativa) possa rappresentare un valido contesto in cui sviluppare contemporaneamente apprendimenti linguistici, relazioni interpersonali positive e proposte educative interculturali. Risulta esserlo per ragioni “spontanee” che andremo a declinare, ed è questa una caratteristica molto importante se si vuol dare autenticità e significatività agli apprendimenti. Lo sport, infatti, ha il vantaggio di essere praticato e amato spontaneamente in tutto il mondo e quindi, come contenuto, di interessare più facilmente in modo intrinseco gli studenti. Tale interesse genera quindi motivazione autodiretta, che si autoalimenta e che si può sostenere nel tempo sfruttando metodologie didattiche che valorizzino il gruppo nelle sue differenze e nella sua coesione. Proprio differenza e coesione sono parole fondamentali per il successo di una squadra e, di conseguenza, lo sport si rivela un contesto estremamente favorevole per lo sviluppo di processi educativi complessi quali quelli interculturali. Lo sport, posto che sia amato, sintetizza quindi contenuti motivanti e processi educativi senza “forzature” pedagogiche. A questo si aggiunga che uno dei vantaggi intrinseci del gioco di squadra è che per giocare con piacere si debbano conoscere (e rispettare) le regole. Tali “necessità” possono essere lo stimolo naturale per far sviluppare dei bisogni indotti ma significativi di tipo linguistico e scolastico-disciplinare (per comprendere, ad esempio, un testo regolativo come il regolamento scritto). Sono, a questo punto, l’azione metodologica (attraverso la sfida cognitiva e la ludicità delle attività didattiche) e la capacità relazionale del docente (attraverso la relazione di aiuto e di fiducia) che possono far sviluppare negli studenti ulteriori motivazioni. Sta quindi al docente innanzitutto valutare quale sport può piacere a quel determinato gruppo di studenti e, di conseguenza, adattare le sue proposte didattiche.
2025
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