Nel quadro del partenariato PNRR CHANGES – Cultural Heritage, Active Innovation for Next Gen Sustainable Society – lo Spoke 9 CREST (Cultural Resources for Sustainable Tourism), coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, affronta una questione cruciale: come misurare la sostenibilità del turismo culturale evitando approcci riduzionisti o meramente retorici. Muovendo da una rilettura critica del concetto di patrimonio – inteso non come oggetto statico ma come processo sociale di costruzione e negoziazione di significati – il contributo propone un cambio di paradigma: dalla tutela come fine in sé alla comprensione delle dinamiche culturali, politiche ed economiche che definiscono ciò che chiamiamo heritage. Il saggio intreccia tre livelli di analisi. In primo luogo, ricostruisce il quadro teorico di riferimento, dialogando con gli Heritage Studies (Smith, Harrison) e con la Convenzione di Faro, per evidenziare come il patrimonio sia definito dalle pratiche e dalle comunità che lo attivano. In secondo luogo, presenta i risultati delle sperimentazioni territoriali (NextGen Heritage e bandi a cascata), mettendo in luce le ambivalenze dei processi partecipativi finanziati in logica top-down: rischi di commodificazione, community washing, eccessiva burocratizzazione e difficoltà di misurazione dell’impatto nel lungo periodo. Infine, affronta criticamente l’assunto secondo cui il turismo culturale sarebbe “sostenibile per definizione”, mostrando come ogni pratica turistica generi impatti ambientali e sociali e come la sostenibilità debba essere interrogata in termini situati: sostenibile per chi e per cosa? Da queste premesse nasce Made@Changes, un modello di certificazione della sostenibilità sociale dei progetti culturali fondato su oltre trenta indicatori qualitativi, quantitativi e territoriali. Il dispositivo integra autovalutazione, peer review comunitaria e valutazione istituzionale, configurandosi non come strumento burocratico ma come processo di apprendimento collettivo, facilitazione e governance multilivello. La piattaforma digitale associata mira a supportare operatori, istituzioni e visitatori nella costruzione di pratiche turistiche più consapevoli e responsabili. Il contributo sostiene che la sostenibilità del turismo culturale non possa essere ridotta a metriche di flusso o capacità di carico, ma richieda un approccio integrato che tenga insieme partecipazione, equità, impatto sociale e resilienza territoriale. In questa prospettiva, CHANGES e CREST si configurano come laboratorio di innovazione istituzionale, in cui il patrimonio diventa spazio di negoziazione democratica e motore di trasformazione sostenibile.
Cultural Resources for a Sustainable Tourism. Come misurare la sostenibilità del turismo culturale dei beni culturali?
Diego Calaon
Writing – Original Draft Preparation
;Monica CalcagnoConceptualization
;
2025
Abstract
Nel quadro del partenariato PNRR CHANGES – Cultural Heritage, Active Innovation for Next Gen Sustainable Society – lo Spoke 9 CREST (Cultural Resources for Sustainable Tourism), coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, affronta una questione cruciale: come misurare la sostenibilità del turismo culturale evitando approcci riduzionisti o meramente retorici. Muovendo da una rilettura critica del concetto di patrimonio – inteso non come oggetto statico ma come processo sociale di costruzione e negoziazione di significati – il contributo propone un cambio di paradigma: dalla tutela come fine in sé alla comprensione delle dinamiche culturali, politiche ed economiche che definiscono ciò che chiamiamo heritage. Il saggio intreccia tre livelli di analisi. In primo luogo, ricostruisce il quadro teorico di riferimento, dialogando con gli Heritage Studies (Smith, Harrison) e con la Convenzione di Faro, per evidenziare come il patrimonio sia definito dalle pratiche e dalle comunità che lo attivano. In secondo luogo, presenta i risultati delle sperimentazioni territoriali (NextGen Heritage e bandi a cascata), mettendo in luce le ambivalenze dei processi partecipativi finanziati in logica top-down: rischi di commodificazione, community washing, eccessiva burocratizzazione e difficoltà di misurazione dell’impatto nel lungo periodo. Infine, affronta criticamente l’assunto secondo cui il turismo culturale sarebbe “sostenibile per definizione”, mostrando come ogni pratica turistica generi impatti ambientali e sociali e come la sostenibilità debba essere interrogata in termini situati: sostenibile per chi e per cosa? Da queste premesse nasce Made@Changes, un modello di certificazione della sostenibilità sociale dei progetti culturali fondato su oltre trenta indicatori qualitativi, quantitativi e territoriali. Il dispositivo integra autovalutazione, peer review comunitaria e valutazione istituzionale, configurandosi non come strumento burocratico ma come processo di apprendimento collettivo, facilitazione e governance multilivello. La piattaforma digitale associata mira a supportare operatori, istituzioni e visitatori nella costruzione di pratiche turistiche più consapevoli e responsabili. Il contributo sostiene che la sostenibilità del turismo culturale non possa essere ridotta a metriche di flusso o capacità di carico, ma richieda un approccio integrato che tenga insieme partecipazione, equità, impatto sociale e resilienza territoriale. In questa prospettiva, CHANGES e CREST si configurano come laboratorio di innovazione istituzionale, in cui il patrimonio diventa spazio di negoziazione democratica e motore di trasformazione sostenibile.| File | Dimensione | Formato | |
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