Le tecnologie sono mezzi per raggiungere scopi che, di per sé, spesso non hanno niente di tecnologico. Neppure le biblioteche sono dei fini in se stesse, ma solo degli strumenti che permettono alla società di conseguire obbiettivi che vengono riassunti nei codici deontologici dei bibliotecari. I bibliotecari, dunque, non devono cadere né nell’errore della tecnofobia (rinunciando a tecnologie che potrebbero permettere loro di raggiungere i propri obbiettivi con maggiore efficienza ed efficacia) né in quello, opposto, della tecnomania, adottando determinate nuove tecnologie solo perché di moda, senza capire prima se e come esse potrebbero risultare utili rispetto agli scopi delle biblioteche. L’intelligenza artificiale, ad esempio, è una tecnologia che probabilmente potrà aiutare i bibliotecari, ma perché ciò avvenga in una prospettiva né tecnofoba né tecnomane sarebbe bene, prima di tutto, distinguerne le diverse forme (debole, forte, intermedia), e poi vigilare che, nei suoi vari ambiti di applicazione (indicizzazione e reference automatici, consigli di lettura, sviluppo delle raccolte, formazione professionale, ricerca bibliografica, ecc.) essa non rischi di entrare in conflitto con alcuni importanti valori della deontologia bibliotecaria, come ad esempio la privacy, la neutralità e il diritto degli utenti sia di rendersi conto autonomamente e criticamente delle strategie di ricerca che vengono adottate per soddisfare i loro bisogni informativi sia, eventualmente, di poterle liberamente modificare.

Tecnologie & biblioteche: un mezzo per un mezzo

Riccardo Ridi
2026

Abstract

Le tecnologie sono mezzi per raggiungere scopi che, di per sé, spesso non hanno niente di tecnologico. Neppure le biblioteche sono dei fini in se stesse, ma solo degli strumenti che permettono alla società di conseguire obbiettivi che vengono riassunti nei codici deontologici dei bibliotecari. I bibliotecari, dunque, non devono cadere né nell’errore della tecnofobia (rinunciando a tecnologie che potrebbero permettere loro di raggiungere i propri obbiettivi con maggiore efficienza ed efficacia) né in quello, opposto, della tecnomania, adottando determinate nuove tecnologie solo perché di moda, senza capire prima se e come esse potrebbero risultare utili rispetto agli scopi delle biblioteche. L’intelligenza artificiale, ad esempio, è una tecnologia che probabilmente potrà aiutare i bibliotecari, ma perché ciò avvenga in una prospettiva né tecnofoba né tecnomane sarebbe bene, prima di tutto, distinguerne le diverse forme (debole, forte, intermedia), e poi vigilare che, nei suoi vari ambiti di applicazione (indicizzazione e reference automatici, consigli di lettura, sviluppo delle raccolte, formazione professionale, ricerca bibliografica, ecc.) essa non rischi di entrare in conflitto con alcuni importanti valori della deontologia bibliotecaria, come ad esempio la privacy, la neutralità e il diritto degli utenti sia di rendersi conto autonomamente e criticamente delle strategie di ricerca che vengono adottate per soddisfare i loro bisogni informativi sia, eventualmente, di poterle liberamente modificare.
2026
Biblioteche e tecnologie al tempo dell’intelligenza artificiale
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