Parrhesia (παρρησία) è una parola antica, è un bene comune, impegnativo, difficile, anche pericoloso. Lo sappiamo bene, è esperienza di tutti i giorni. Ma è il contributo di ciascuno di noi alla vita della collettività. Da sempre è il segno della democrazia. Sicuramente meglio del pensiero unico. Mettiamo in comune le idee, la parola, e ci mettiamo anche la faccia. Altrimenti non è parrhesia. La democrazia ha qualche significato proprio per la libertà di parola, fin dall’inizio, fin dai primi esperimenti più antichi. Perché neanche la democrazia può esistere, se non c’è la libertà di tutti di esprimere la propria opinione. Non facile, con molti problemi. Si possono, anzi si devono fare crititiche anche dure, durissime. Ma con qualche valore fondamentale. Non è perché qualcuno deve prevalere su un altro, ma perché il pensiero, o meglio i tanti pensieri di tutti sono un contributo per il bene comune. Parrhesia significa, allora, anche uguaglianza, ovvero isonomia. O ancora, forse su un piano più ampio, perfino universale, isotimia. Tutti siamo uguali di fronte alla parola pubblica, che non a caso in principio si chiamava isegoria. Un bel diritto per sentirci tutti aristoi alla stessa maniera.

Παρρησία. Libertà di parola, ovvero gli archetipi della democrazia

Alberto Camerotto
2025

Abstract

Parrhesia (παρρησία) è una parola antica, è un bene comune, impegnativo, difficile, anche pericoloso. Lo sappiamo bene, è esperienza di tutti i giorni. Ma è il contributo di ciascuno di noi alla vita della collettività. Da sempre è il segno della democrazia. Sicuramente meglio del pensiero unico. Mettiamo in comune le idee, la parola, e ci mettiamo anche la faccia. Altrimenti non è parrhesia. La democrazia ha qualche significato proprio per la libertà di parola, fin dall’inizio, fin dai primi esperimenti più antichi. Perché neanche la democrazia può esistere, se non c’è la libertà di tutti di esprimere la propria opinione. Non facile, con molti problemi. Si possono, anzi si devono fare crititiche anche dure, durissime. Ma con qualche valore fondamentale. Non è perché qualcuno deve prevalere su un altro, ma perché il pensiero, o meglio i tanti pensieri di tutti sono un contributo per il bene comune. Parrhesia significa, allora, anche uguaglianza, ovvero isonomia. O ancora, forse su un piano più ampio, perfino universale, isotimia. Tutti siamo uguali di fronte alla parola pubblica, che non a caso in principio si chiamava isegoria. Un bel diritto per sentirci tutti aristoi alla stessa maniera.
2025
Le passioni dei Greci
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