Il contributo indaga la disciplina dei contratti nei settori speciali, ricostruendone ratio, presupposti applicativi e linee di confine rispetto al regime dei settori ordinari. Muovendo dal diverso fondamento dell’obbligo di evidenza pubblica — ancorato, nei settori ordinari, alla natura dell’amministrazione aggiudicatrice e, nei settori speciali, alla funzione pro-concorrenziale in mercati storicamente segnati da monopoli o privilegi — l’analisi definisce il perimetro soggettivo degli “enti aggiudicatori” e il perimetro oggettivo degli affidamenti, centrato sul requisito della strumentalità funzionale. In tale prospettiva, si esamina il passaggio dal d.lgs. 50/2016 al d.lgs. 36/2023, con particolare attenzione alla formulazione più restrittiva del criterio di strumentalità e alle conseguenze che ne derivano in termini di contratti “estranei” e di applicazione del diritto privato. Su tale sfondo, il contributo esamina l’ordinanza di rimessione del TAR Lazio n. 9004/2024, che problematizza l’uso di schemi di committenza infragruppo per acquisti “no core” e ne indaga la possibile valenza elusiva rispetto agli obblighi di evidenza pubblica. L’analisi ricostruisce criticamente la proposta ermeneutica del giudice rimettente, fondata sul divieto di abuso del diritto e su una nozione di strumentalità riferita al beneficiario effettivo della prestazione, mettendone in luce gli effetti sul coordinamento tra direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE.

Settori speciali e appalti pubblici: la controversa questione dell’obbligo di evidenza pubblica per le imprese controllate da amministrazioni aggiudicatrici

Giacomo Semenzato
2024

Abstract

Il contributo indaga la disciplina dei contratti nei settori speciali, ricostruendone ratio, presupposti applicativi e linee di confine rispetto al regime dei settori ordinari. Muovendo dal diverso fondamento dell’obbligo di evidenza pubblica — ancorato, nei settori ordinari, alla natura dell’amministrazione aggiudicatrice e, nei settori speciali, alla funzione pro-concorrenziale in mercati storicamente segnati da monopoli o privilegi — l’analisi definisce il perimetro soggettivo degli “enti aggiudicatori” e il perimetro oggettivo degli affidamenti, centrato sul requisito della strumentalità funzionale. In tale prospettiva, si esamina il passaggio dal d.lgs. 50/2016 al d.lgs. 36/2023, con particolare attenzione alla formulazione più restrittiva del criterio di strumentalità e alle conseguenze che ne derivano in termini di contratti “estranei” e di applicazione del diritto privato. Su tale sfondo, il contributo esamina l’ordinanza di rimessione del TAR Lazio n. 9004/2024, che problematizza l’uso di schemi di committenza infragruppo per acquisti “no core” e ne indaga la possibile valenza elusiva rispetto agli obblighi di evidenza pubblica. L’analisi ricostruisce criticamente la proposta ermeneutica del giudice rimettente, fondata sul divieto di abuso del diritto e su una nozione di strumentalità riferita al beneficiario effettivo della prestazione, mettendone in luce gli effetti sul coordinamento tra direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE.
2024
3/2024
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