Numerosi sono gli scrittori-viaggiatori che nel corso del Novecento hanno contribuito a fare di Venezia un palinsesto di percezioni e di significati. Salvatore Quasimodo, in risposta alla domanda Che cosa rappresenta Venezia per uno scrittore, definisce la città «un’astrazione densa di storia, dove il tempo ha segnato più che altrove il suo passaggio sulla materia». Più che per la suggestione data dall’idea di Venezia come «città d’acqua e di pietre», il passaggio del tempo sulla materia si avverte per il cambiamento dell’ambiente della laguna. Nella produzione di due autori, Andrea Zanzotto, originario di Pieve di Soligo, e di Claudio Magris, nato a Trieste, è possibile trovare dei tratti comuni nella narrazione dell’ambiente lagunare: mettendo a confronto le “lagune” di Zanzotto in Luoghi e paesaggi, e di Magris in Microcosmi, si evidenziano sia la percezione degli autori nei confronti dello spazio-paesaggio, sia le mutazioni della laguna dovute ai cambiamenti climatici e all’intervento antropico. Entrambi gli autori descrivono la laguna come una rete di relazioni con specifiche proprietà che le consentono di esistere in quanto tale. Questi testi letterari si possono considerare dal punto di vista dell’ecologia, leggendoli in chiave ecocritica, intendendo con ciò l’individuazione di “formule”, metafore e dispositivi retorici in grado di far emergere una coscienza ecologica. L’azione degli scrittori può trasformare il senso di impotenza nei confronti dei cambiamenti climatici in presa di coscienza, cercando nuovi punti di vista, nuove storie e nuove narrazioni in grado di condurre a processi di mitigazione.
Una narrazione ecocritica delle lagune: il viaggio-scrittura tra Andrea Zanzotto e Claudio Magris, in Testimoni del cambiamento. Scrittori in viaggio e coscienza ecologica nel Novecento
Angela D'Angelo
2025
Abstract
Numerosi sono gli scrittori-viaggiatori che nel corso del Novecento hanno contribuito a fare di Venezia un palinsesto di percezioni e di significati. Salvatore Quasimodo, in risposta alla domanda Che cosa rappresenta Venezia per uno scrittore, definisce la città «un’astrazione densa di storia, dove il tempo ha segnato più che altrove il suo passaggio sulla materia». Più che per la suggestione data dall’idea di Venezia come «città d’acqua e di pietre», il passaggio del tempo sulla materia si avverte per il cambiamento dell’ambiente della laguna. Nella produzione di due autori, Andrea Zanzotto, originario di Pieve di Soligo, e di Claudio Magris, nato a Trieste, è possibile trovare dei tratti comuni nella narrazione dell’ambiente lagunare: mettendo a confronto le “lagune” di Zanzotto in Luoghi e paesaggi, e di Magris in Microcosmi, si evidenziano sia la percezione degli autori nei confronti dello spazio-paesaggio, sia le mutazioni della laguna dovute ai cambiamenti climatici e all’intervento antropico. Entrambi gli autori descrivono la laguna come una rete di relazioni con specifiche proprietà che le consentono di esistere in quanto tale. Questi testi letterari si possono considerare dal punto di vista dell’ecologia, leggendoli in chiave ecocritica, intendendo con ciò l’individuazione di “formule”, metafore e dispositivi retorici in grado di far emergere una coscienza ecologica. L’azione degli scrittori può trasformare il senso di impotenza nei confronti dei cambiamenti climatici in presa di coscienza, cercando nuovi punti di vista, nuove storie e nuove narrazioni in grado di condurre a processi di mitigazione.| File | Dimensione | Formato | |
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