Questo articolo è un primo tentativo di descrivere la polarizzazione dell'immaginario etnico. Tale processo particolare è parte di una più ampia polarizzazione dell'immaginario cominciata durante la seconda guerra civile sudanese (1983-2005); ci mostra quindi uno scenario ampio e attuale per riflettere sulle implicazioni politiche e sociali della formazione e cristallizzazione di identità culturali. La polarizzazione dell'immaginario implica un orientamento delle rappresentazioni, in modo che valori, simboli e concetti si trovino distribuiti lungo un continuum, più che separati in compartimenti stagni. Non tanto categorie chiuse, ma fratture che creano una rete, dove la forma non è data dalle zone lisce, complete, ma dalle frontiere, dagli incroci e dalle asperità di pratiche e pensieri. Fallita la detribalizzazione del primo biennio, la suddivisione in trentadue stati ha permesso al governo di Juba di ottenere un compromesso tra istanze comunitarie locali e iscrizione dell'identità nel territorio. Mentre il nazionalismo ha fallito nel creare un'immagine collettiva e condivisa del Sud Sudan, la nuova strategia politica mantiene le singole identità locali come identità territoriali, circoscrivendo le varie minoranze all'interno di regioni specifiche. Le (poche) risorse del territorio vengono contese e la polarizzazione dell'immaginario etnico viene trasposta in polarizzazione dello spazio.
Identità, confini ed etnie. La polarizzazione dell’immaginario etnico nel conflitto civile sud-sudanese
Nicola Martellozzo
2019-01-01
Abstract
Questo articolo è un primo tentativo di descrivere la polarizzazione dell'immaginario etnico. Tale processo particolare è parte di una più ampia polarizzazione dell'immaginario cominciata durante la seconda guerra civile sudanese (1983-2005); ci mostra quindi uno scenario ampio e attuale per riflettere sulle implicazioni politiche e sociali della formazione e cristallizzazione di identità culturali. La polarizzazione dell'immaginario implica un orientamento delle rappresentazioni, in modo che valori, simboli e concetti si trovino distribuiti lungo un continuum, più che separati in compartimenti stagni. Non tanto categorie chiuse, ma fratture che creano una rete, dove la forma non è data dalle zone lisce, complete, ma dalle frontiere, dagli incroci e dalle asperità di pratiche e pensieri. Fallita la detribalizzazione del primo biennio, la suddivisione in trentadue stati ha permesso al governo di Juba di ottenere un compromesso tra istanze comunitarie locali e iscrizione dell'identità nel territorio. Mentre il nazionalismo ha fallito nel creare un'immagine collettiva e condivisa del Sud Sudan, la nuova strategia politica mantiene le singole identità locali come identità territoriali, circoscrivendo le varie minoranze all'interno di regioni specifiche. Le (poche) risorse del territorio vengono contese e la polarizzazione dell'immaginario etnico viene trasposta in polarizzazione dello spazio.File | Dimensione | Formato | |
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