The abbey dedicated to the saints Ruffino and Vitale, in the area of Amandola (in the province of Fermo), in the Marche region, is a remarkable example of Romanesque architecture dating to the 12th century. The present church, though, shelters a remarkable undercoft which predates the presently standing building. It consists of a crypt dating to the late 9th/early 10th century, whose painted wall decoration is still widely preserved. This crypt presents close similarities to other contemporary artifacts, such as the crypt of the abbot Epyphanius at the San Vincenzo al Volturno abbey (Molise) and that of San Marco dei Sabariani (Benevento). This study wishes to offer, for the first time, a comprehensive synopsis of these buildings as well as attempting to examine them in the perspective of their function.

La chiesa abbaziale dei santi Ruffino e Vitale in agro di Amandola (FM) costituisce uno degli esempi maggiormente rappresentativi di architettura romanica monastica di area marchigiana. L'edificio si imposta su di una cripta preesistente riconducibile al IX-X secolo che conserva al proprio interno una consistente parte della originaria decorazione dipinta. Lo studio offre, per la prima volta, un esame globale delle emergenze architettoniche, archeologiche ed epigrafiche utile all'identificazione delle diverse fasi costruttive dell'edificio. Nello specifico, la parte a firma di Daniele Ferraiuolo offre nuove proposte di datazione sulla base dell'analisi delle scritture dipinte presenti nella cripta e propone alcune ipotesi interessanti sul ruolo devozionale dell'abbazia soprattutto durante l'XI e il XII secolo, periodo cui possono essere ricondotti alcuni graffiti identificati all'interno della "cripta romanica".

L'Abbaziale dei SS. Ruffino e Vitale (Amandola - FM) e le sue preesistenze altomedievali. Note per un inquadramento generale sul tema delle cripte “a corridoio trasversale”

FERRAIUOLO Daniele;
2018-01-01

Abstract

La chiesa abbaziale dei santi Ruffino e Vitale in agro di Amandola (FM) costituisce uno degli esempi maggiormente rappresentativi di architettura romanica monastica di area marchigiana. L'edificio si imposta su di una cripta preesistente riconducibile al IX-X secolo che conserva al proprio interno una consistente parte della originaria decorazione dipinta. Lo studio offre, per la prima volta, un esame globale delle emergenze architettoniche, archeologiche ed epigrafiche utile all'identificazione delle diverse fasi costruttive dell'edificio. Nello specifico, la parte a firma di Daniele Ferraiuolo offre nuove proposte di datazione sulla base dell'analisi delle scritture dipinte presenti nella cripta e propone alcune ipotesi interessanti sul ruolo devozionale dell'abbazia soprattutto durante l'XI e il XII secolo, periodo cui possono essere ricondotti alcuni graffiti identificati all'interno della "cripta romanica".
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