In the rich and ever-expanding body of studies on literature and migration, little space has been dedicated to returning migrants. Since the beginning of the 20th century, such a theme has become crucial in our contemporary globalized world. The present essay examines this theme in Italian-American literature, assuming Luciano Cecchinel’s poetical experience as a case study.The poet’s ties with American culture stem from the history of his maternal ancestors, who came to the US during the years of the Great Emigration. After long peregrinations, they settled in Cambridge, Ohio, where their closest relatives joined them. During the Great Depression, economic difficulties forced his grandparents to return to Italy with their little daughter Annie, leaving the rest of the family behind, never to see them again.Annie, the poet’s mother, strongly resented returning to Italy and leaving an America that she considered her homeland. She even initially refused to learn the Italian language. Having become a mother herself, Annie decided to teach her son English, her first language. As a result of this “family odyssey,” Cecchinel has developed what Du Bois would call a double consciousness. So much so that Folco Portinari wonders whether the author is “an American poet who writes in Italian or an Italian poet who translates well from English.” These traits emerge in the collections of poems dedicated to his family diaspora, Lungo la traccia(2005) and Da sponda a sponda(2019), winner of the 2020 Viareggio Poetry Prize. Cecchinel’s poetry gives voice to the experiences of generations of returning migrants.Based on interviews with the author, the article aims to explore his poetic journey with the twofold objective of analyzing the thematic and formal peculiarities of these collections, as well as providing new critical insights into the theme of return migration.

Nel sempre più ampio bacino degli studi dedicati alla letteratura sulla migrazione, poco spazio è tuttora riservato alle migrazioni di ritorno. Il tema, già di interesse dall’inizio del ventesimosecolo, diventa cruciale nel contesto contemporaneo. L’articolo analizza la questione nella letteratura italoamericana del secondo Novecento assumendo la produzione di Luciano Cecchinel come case study.Il legame tra Cecchinel e la cultura americana èstrettamenteconnessoalla storia del ramo materno della sua famiglia, i cui capostipiti presero parte alla Grande Emigrazione stabilendosi in Ohio. I suoi nonni dovettero poi tornare in Italia per problemi economici durante la Grande Depressione, separandosi dai parenti più prossimi che, rimasti oltreoceano, non incontrarono mai più. La loro figlia Annie, madre del poeta, soffrì l’allontanamento dagli affetti e da quella che considerava la sua patria, tanto da rifiutareinizialmentedi apprendere la lingua italiana. Divenuta madre a sua volta, Annie contribuìa far apprendere al figlio la sua lingua, la lingua americana.In ragione di questa “odissea famigliare,”Cecchinel ha maturato quella che Du Bois definirebbe una “double-consciousness,”tale che Folco Portinari si chiede se l’autore sia “un poeta americano che scrive in italiano o un poeta italiano che traduce benissimo dall’inglese.”Questo tratto della sua poetica emerge nelle raccolte ‘americane’ sulla diaspora familiare, Lungo la traccia(2005) e Da sponda a sponda(2019), vincitrice del premio Viareggio per la poesia 2020. In queste opere, Cecchinel dà voce alle esperienze di diverse generazioni dimigrantidi ritorno.Anche sulla base di interviste con l’autore, l’articolo si propone di analizzare il suo viaggio poetico con il duplice obiettivo di esaminarele peculiarità tematiche e formali di queste raccolte e di fornire spunti metodologici per approcciare il tema della migrazione di ritorno.

“Da quella sponda,” “da questa sponda”. Un caso di studio sulla migrazione di ritorno in poesia

Fabio Fantuzzi
2022-01-01

Abstract

Nel sempre più ampio bacino degli studi dedicati alla letteratura sulla migrazione, poco spazio è tuttora riservato alle migrazioni di ritorno. Il tema, già di interesse dall’inizio del ventesimosecolo, diventa cruciale nel contesto contemporaneo. L’articolo analizza la questione nella letteratura italoamericana del secondo Novecento assumendo la produzione di Luciano Cecchinel come case study.Il legame tra Cecchinel e la cultura americana èstrettamenteconnessoalla storia del ramo materno della sua famiglia, i cui capostipiti presero parte alla Grande Emigrazione stabilendosi in Ohio. I suoi nonni dovettero poi tornare in Italia per problemi economici durante la Grande Depressione, separandosi dai parenti più prossimi che, rimasti oltreoceano, non incontrarono mai più. La loro figlia Annie, madre del poeta, soffrì l’allontanamento dagli affetti e da quella che considerava la sua patria, tanto da rifiutareinizialmentedi apprendere la lingua italiana. Divenuta madre a sua volta, Annie contribuìa far apprendere al figlio la sua lingua, la lingua americana.In ragione di questa “odissea famigliare,”Cecchinel ha maturato quella che Du Bois definirebbe una “double-consciousness,”tale che Folco Portinari si chiede se l’autore sia “un poeta americano che scrive in italiano o un poeta italiano che traduce benissimo dall’inglese.”Questo tratto della sua poetica emerge nelle raccolte ‘americane’ sulla diaspora familiare, Lungo la traccia(2005) e Da sponda a sponda(2019), vincitrice del premio Viareggio per la poesia 2020. In queste opere, Cecchinel dà voce alle esperienze di diverse generazioni dimigrantidi ritorno.Anche sulla base di interviste con l’autore, l’articolo si propone di analizzare il suo viaggio poetico con il duplice obiettivo di esaminarele peculiarità tematiche e formali di queste raccolte e di fornire spunti metodologici per approcciare il tema della migrazione di ritorno.
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Descrizione: “Da quella sponda,” “da questa sponda”Un caso di studio sulla migrazione di ritorno in poesia
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