L’intervento si propone di fornire un quadro essenziale del pensiero sul ciclo dell’acqua e sul ruolo di quest’ultima nell’ecosistema in Thabit b. Qurra e in alcuni pensatori che a lui si rifanno, mettendoli a confronto con le tesi sullo stesso argomento sviluppate dalla coeva tradizione aristotelica. Ciò sarà fatto presentando i contenuti dell’opera manoscritta inedita Lettera sul perché il mare è salato e del perduto Trattato sulle montagne ̧ di cui è disponibile un riassunto in Miskawayh. Thabit b. Qurra è noto agli studi come astronomo e matematico e le sue opere conobbero numerose traduzioni latin. Tuttavia, i suoi lavori sulle scienze naturali hanno ricevuto meno attenzione. Questo pensatore sabeo, che scrisse in arabo diversi trattati a carattere scientifico alla fine del nono secolo, ha lasciato un’impronta importante presso gli scienziati arabografi successivi e proprio ai suoi lavori sul ciclo dell’acqua si può ricondurre l’inizio di una tradizione che stabilisce un ciclo dell’acqua esogeno, in contrasto con il ciclo endogeno della tradizione aristotelica che resterà il modello di riferimento in Europa fino al cinquecento. L’approccio teleologico di Ibn Qurra, inoltre, consente di cogliere alcuni aspetti centrali di come concepiva il rapporto uomo-ambiente un uomo come Thabit b. Qurra, formatosi sui testi della cultura classica e approdato alla corte dei califfi abbasidi.

Ecosistema e ciclo dell’acqua: il sabeo Thabit b. Qurra e la tradizione aristotelica

Massimiliano Borroni
2022

Abstract

L’intervento si propone di fornire un quadro essenziale del pensiero sul ciclo dell’acqua e sul ruolo di quest’ultima nell’ecosistema in Thabit b. Qurra e in alcuni pensatori che a lui si rifanno, mettendoli a confronto con le tesi sullo stesso argomento sviluppate dalla coeva tradizione aristotelica. Ciò sarà fatto presentando i contenuti dell’opera manoscritta inedita Lettera sul perché il mare è salato e del perduto Trattato sulle montagne ̧ di cui è disponibile un riassunto in Miskawayh. Thabit b. Qurra è noto agli studi come astronomo e matematico e le sue opere conobbero numerose traduzioni latin. Tuttavia, i suoi lavori sulle scienze naturali hanno ricevuto meno attenzione. Questo pensatore sabeo, che scrisse in arabo diversi trattati a carattere scientifico alla fine del nono secolo, ha lasciato un’impronta importante presso gli scienziati arabografi successivi e proprio ai suoi lavori sul ciclo dell’acqua si può ricondurre l’inizio di una tradizione che stabilisce un ciclo dell’acqua esogeno, in contrasto con il ciclo endogeno della tradizione aristotelica che resterà il modello di riferimento in Europa fino al cinquecento. L’approccio teleologico di Ibn Qurra, inoltre, consente di cogliere alcuni aspetti centrali di come concepiva il rapporto uomo-ambiente un uomo come Thabit b. Qurra, formatosi sui testi della cultura classica e approdato alla corte dei califfi abbasidi.
VIII Ciclo di Studi Medievali. Atti del Convegno. 23-24 maggio 2022 Firenze
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