[ENG] In bibliographic citations of online documents, URLs are increasingly replaced with shorter ones provided by services such as TinyURL and Bitly or with DOI codes. These alternative identifiers, although undoubtedly useful for other purposes and in other contexts, should however be used with great caution and parsimony in bibliographic references for numerous reasons, including: 1) the invisibility of the original URL, useful to the readers for the evaluation, for the orientation and for possible searches in the Internet archive; 2) the uncertainty about the actual longevity of alternative identifiers; 3) the slight increase in the time required to reach the document you want to consult and the greater probability that at least one of the sites involved is temporarily out of use or slowed down; 4) the greater immediacy of use, universality and granularity of the URL compared to the DOI; 5) the existence of misleading 'paper DOIs' which refer to documents not yet available online; 6) the possibility that DOIs are automatically converted into the URLs of unofficial versions of the corresponding documents; 7) the advertising that is actually given to private companies providing shortened URLs, subtracting it from more relevant and reliable sites and publications, as well as the risk of exposing readers to further advertisements managed by these companies; 8) the risk of shortened URLs being inhibited by postal systems and firewalls that suspect them of hiding sites considered dangerous. The article also provides some tips on how to cite preprints and how to 'limit damage' in the event that excessively long and complicated URLs are still replaced by shortened URLs. [ITA] Sempre più spesso, nelle citazioni bibliografiche di documenti disponibili online, gli URL vengono sostituiti con quelli, più brevi, forniti da servizi come TinyURL e Bitly oppure con codici DOI. Tali identificatori alternativi, sebbene indubbiamente utili per altri scopi e in altri contesti, andrebbero però usati con grande cautela e parsimonia nei riferimenti bibliografici per numerosi motivi, fra cui: 1) l’invisibilità dell’URL originario, utile ai lettori per la valutazione, per l’orientamento e per eventuali ricerche nell’Internet archive; 2) l’incertezza sull’effettiva longevità degli identificatori alternativi; 3) il lieve aumento del tempo necessario per raggiungere il documento che si vuole consultare e le maggiori probabilità che almeno uno dei siti coinvolti sia temporaneamente fuori uso o rallentato; 4) la maggiore immediatezza d’uso, universalità e granularità dell’URL rispetto al DOI; 5) l’esistenza di ingannevoli ‘DOI cartacei’ che si riferiscono a documenti non ancora disponibili online; 6) la possibilità che i DOI vengano automaticamente convertiti negli URL di versioni non ufficiali dei corrispondenti documenti; 7) la pubblicità che viene di fatto regalata alle aziende private fornitrici di URL accorciati, sottraendola a siti e pubblicazioni più pertinenti e affidabili, nonché il rischio di esporre inoltre i lettori a ulteriori messaggi pubblicitari gestiti da tali aziende; 8) il rischio che gli URL abbreviati vengano inibiti da sistemi postali e firewall che li sospettino di celare siti considerati pericolosi. L’articolo fornisce inoltre alcuni suggerimenti su come citare i preprint e su come ‘limitare i danni’ nel caso che URL esageratamente lunghi e complicati vengano comunque sostituiti da URL abbreviati.

Citare internet con URL abbreviati e DOI? Meglio di no

Riccardo Ridi
2022

Abstract

[ENG] In bibliographic citations of online documents, URLs are increasingly replaced with shorter ones provided by services such as TinyURL and Bitly or with DOI codes. These alternative identifiers, although undoubtedly useful for other purposes and in other contexts, should however be used with great caution and parsimony in bibliographic references for numerous reasons, including: 1) the invisibility of the original URL, useful to the readers for the evaluation, for the orientation and for possible searches in the Internet archive; 2) the uncertainty about the actual longevity of alternative identifiers; 3) the slight increase in the time required to reach the document you want to consult and the greater probability that at least one of the sites involved is temporarily out of use or slowed down; 4) the greater immediacy of use, universality and granularity of the URL compared to the DOI; 5) the existence of misleading 'paper DOIs' which refer to documents not yet available online; 6) the possibility that DOIs are automatically converted into the URLs of unofficial versions of the corresponding documents; 7) the advertising that is actually given to private companies providing shortened URLs, subtracting it from more relevant and reliable sites and publications, as well as the risk of exposing readers to further advertisements managed by these companies; 8) the risk of shortened URLs being inhibited by postal systems and firewalls that suspect them of hiding sites considered dangerous. The article also provides some tips on how to cite preprints and how to 'limit damage' in the event that excessively long and complicated URLs are still replaced by shortened URLs. [ITA] Sempre più spesso, nelle citazioni bibliografiche di documenti disponibili online, gli URL vengono sostituiti con quelli, più brevi, forniti da servizi come TinyURL e Bitly oppure con codici DOI. Tali identificatori alternativi, sebbene indubbiamente utili per altri scopi e in altri contesti, andrebbero però usati con grande cautela e parsimonia nei riferimenti bibliografici per numerosi motivi, fra cui: 1) l’invisibilità dell’URL originario, utile ai lettori per la valutazione, per l’orientamento e per eventuali ricerche nell’Internet archive; 2) l’incertezza sull’effettiva longevità degli identificatori alternativi; 3) il lieve aumento del tempo necessario per raggiungere il documento che si vuole consultare e le maggiori probabilità che almeno uno dei siti coinvolti sia temporaneamente fuori uso o rallentato; 4) la maggiore immediatezza d’uso, universalità e granularità dell’URL rispetto al DOI; 5) l’esistenza di ingannevoli ‘DOI cartacei’ che si riferiscono a documenti non ancora disponibili online; 6) la possibilità che i DOI vengano automaticamente convertiti negli URL di versioni non ufficiali dei corrispondenti documenti; 7) la pubblicità che viene di fatto regalata alle aziende private fornitrici di URL accorciati, sottraendola a siti e pubblicazioni più pertinenti e affidabili, nonché il rischio di esporre inoltre i lettori a ulteriori messaggi pubblicitari gestiti da tali aziende; 8) il rischio che gli URL abbreviati vengano inibiti da sistemi postali e firewall che li sospettino di celare siti considerati pericolosi. L’articolo fornisce inoltre alcuni suggerimenti su come citare i preprint e su come ‘limitare i danni’ nel caso che URL esageratamente lunghi e complicati vengano comunque sostituiti da URL abbreviati.
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