L’A. propone la prima edizione critica (corredata di commento e analisi delle fonti) del trattatello tardoantico σχήματα λόγου (incipit: «Nomen generis neutri, numeri pluralis […]»; explicit: «[…] Africani est hoc dictum, Catonis fuit hoc studium»), consacrato alla trattazione di alcune “figure grammaticali” e conservato in cinque mss. medievali: tre beneventano-cassinesi (Paris, BNF, lat. 7530; Roma, Bibl. Casanatense, 1086; Città del Vaticano, BAV, Ottob. lat. 1354) e due riconducibili alla Francia settentrionale (Leiden, Bibliothek der Rijksuniversiteit, Voss. lat. F. 12 γ; Napoli, BN, IV A 22). L’applicazione del titolo σχήματα λόγου alle “figure grammaticali” (senza dubbio anteriore al sec. IV), le fonti utilizzate (Virgilio, Terenzio e Sallustio), il Fortleben di alcuni esempi in Donato e Servio e i caratteri della lingua rendono verosimile l’ipotesi che il trattatello costituisca il frammento iniziale dell’opera σχήματα λόγου (inclusiva anche delle “figure grammaticali”) composta dal maestro tardoantico Emilio Aspro (e da lui esplicitamente citata da all’interno delle Quaestiones Vergilianae), della quale sinora non si erano reperite tracce.

Il trattato σχήματα λόγου: un nuovo testo ascrivibile a Emilio Aspro?

BOGNINI, Filippo
2008

Abstract

L’A. propone la prima edizione critica (corredata di commento e analisi delle fonti) del trattatello tardoantico σχήματα λόγου (incipit: «Nomen generis neutri, numeri pluralis […]»; explicit: «[…] Africani est hoc dictum, Catonis fuit hoc studium»), consacrato alla trattazione di alcune “figure grammaticali” e conservato in cinque mss. medievali: tre beneventano-cassinesi (Paris, BNF, lat. 7530; Roma, Bibl. Casanatense, 1086; Città del Vaticano, BAV, Ottob. lat. 1354) e due riconducibili alla Francia settentrionale (Leiden, Bibliothek der Rijksuniversiteit, Voss. lat. F. 12 γ; Napoli, BN, IV A 22). L’applicazione del titolo σχήματα λόγου alle “figure grammaticali” (senza dubbio anteriore al sec. IV), le fonti utilizzate (Virgilio, Terenzio e Sallustio), il Fortleben di alcuni esempi in Donato e Servio e i caratteri della lingua rendono verosimile l’ipotesi che il trattatello costituisca il frammento iniziale dell’opera σχήματα λόγου (inclusiva anche delle “figure grammaticali”) composta dal maestro tardoantico Emilio Aspro (e da lui esplicitamente citata da all’interno delle Quaestiones Vergilianae), della quale sinora non si erano reperite tracce.
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