Tra i manoscritti che tramandano l’epistola Ad Posteritatem di Francesco Petrarca compare un codice cartaceo mutilo, conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze con la segnatura Nuovi Acquisti 270, contenente anche il Privilegium laureationis del poeta e le Satire di Persio. La mano che trascrive questi testi è la stessa, ma l'esame codicologico ha permesso di appurare che l’allestimento del Nuovi Acquisti 270 deriva dallo smembramento di due manoscritti. Il confronto della grafia del codice fiorentino con quella dello zibaldone della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, AD XVI 20, di mano del frottolista milanese Bartolomeo Sachella (1380-1450 ca.), maestro di scuola e copista, consente di stabilire che anche il Nuovi Acquisti 270 è autografo di Sachella. La collazione della Ad Posteritatem tramandata dallo zibaldone, unico testo della raccolta non copiato da Sachella, con la lettera recata dal manoscritto fiorentino permette di attestare una dipendenza diretta del testo del Nuovi Acquisti 270 da quello dell’AD XVI 20, dato che si rivela fondamentale per la costituzione dello stemma codicum dell’epistola ai posteri.

Un nuovo manoscritto copiato da Bartolomeo Sachella

REFE, LAURA
2006-01-01

Abstract

Tra i manoscritti che tramandano l’epistola Ad Posteritatem di Francesco Petrarca compare un codice cartaceo mutilo, conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze con la segnatura Nuovi Acquisti 270, contenente anche il Privilegium laureationis del poeta e le Satire di Persio. La mano che trascrive questi testi è la stessa, ma l'esame codicologico ha permesso di appurare che l’allestimento del Nuovi Acquisti 270 deriva dallo smembramento di due manoscritti. Il confronto della grafia del codice fiorentino con quella dello zibaldone della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, AD XVI 20, di mano del frottolista milanese Bartolomeo Sachella (1380-1450 ca.), maestro di scuola e copista, consente di stabilire che anche il Nuovi Acquisti 270 è autografo di Sachella. La collazione della Ad Posteritatem tramandata dallo zibaldone, unico testo della raccolta non copiato da Sachella, con la lettera recata dal manoscritto fiorentino permette di attestare una dipendenza diretta del testo del Nuovi Acquisti 270 da quello dell’AD XVI 20, dato che si rivela fondamentale per la costituzione dello stemma codicum dell’epistola ai posteri.
2006
4
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