Il 15 agosto 1966, la Fiat e i Ministeri dell’Industria automobilistica e del Commercio estero dell’URSS firmarono l’accordo per la costruzione dello stabilimento automobilistico del Volga. L’impianto, che in seguito fu denominato AutoVAZ (Volzhsky Avtomobilny Zavod), entrò in funzione nel settembre 1970. L’impatto sulla produzione di autoveicoli sovietica fu radicale: tra 1965 e 1972 essa aumentò da 200.000 unità a 1.200.000. Il contratto tra la Fiat e il Governo sovietico prevedeva che l’impresa torinese fornisse un progetto completo per lo stabilimento, cedesse ai sovietici i progetti e i diritti di proprietà industriale di due modelli di vettura derivati dal tipo Fiat 124, modificati per adattarsi alle particolari condizioni climatiche e stradali dell’URSS, e acquistasse parte del macchinario necessario. I sovietici avrebbero curato la parte edile e gestito la fornitura di materiale e macchine provenienti dall’area Comecon [Bucarelli 1979; Rossiiscaja Akademiya Nauk Institut Ekonomiki, 2006]. Il costo per la costruzione dello stabilimento fu originariamente stimato in 642 milioni di dollari USA, di cui 247 milioni destinati ad acquisti in Italia e circa 55 milioni ad acquisti in America, Francia, Inghilterra, Belgio, Svizzera e Germania (questa percentuale crebbe al punto che furono previsti 50 milioni solo per acquisti negli Usa).

Alla ricerca del fordismo perduto: la Fiat e l’accordo per lo stabilimento automobilistico del Volga

fava valentina
2013

Abstract

Il 15 agosto 1966, la Fiat e i Ministeri dell’Industria automobilistica e del Commercio estero dell’URSS firmarono l’accordo per la costruzione dello stabilimento automobilistico del Volga. L’impianto, che in seguito fu denominato AutoVAZ (Volzhsky Avtomobilny Zavod), entrò in funzione nel settembre 1970. L’impatto sulla produzione di autoveicoli sovietica fu radicale: tra 1965 e 1972 essa aumentò da 200.000 unità a 1.200.000. Il contratto tra la Fiat e il Governo sovietico prevedeva che l’impresa torinese fornisse un progetto completo per lo stabilimento, cedesse ai sovietici i progetti e i diritti di proprietà industriale di due modelli di vettura derivati dal tipo Fiat 124, modificati per adattarsi alle particolari condizioni climatiche e stradali dell’URSS, e acquistasse parte del macchinario necessario. I sovietici avrebbero curato la parte edile e gestito la fornitura di materiale e macchine provenienti dall’area Comecon [Bucarelli 1979; Rossiiscaja Akademiya Nauk Institut Ekonomiki, 2006]. Il costo per la costruzione dello stabilimento fu originariamente stimato in 642 milioni di dollari USA, di cui 247 milioni destinati ad acquisti in Italia e circa 55 milioni ad acquisti in America, Francia, Inghilterra, Belgio, Svizzera e Germania (questa percentuale crebbe al punto che furono previsti 50 milioni solo per acquisti negli Usa).
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