In the recent catalogue of the Venice-Washington exhibition dedicated to Tintoretto for the celebration of the 500th anniversary of his birth, the painting representing one of the stories of saint Mark, originally commissioned for the homonymous Scuola Grande and currently in the Pinacoteca di Brera, it returns to be titled the "Discovery of the body of St. Mark". Yet already in the early Nineties of the last century, Erasmus Weddigen and Augusto Gentili had correctly identified the subject with the "Miracles of St. Mark in Boucolis". Through a re-examination of the context, of the documents, as well as of the most recent historiographical contributions dedicated to this canvas, the present contribution proposes to definitively give back to this painting the appropriate title and hypothesizes more than a direct reference to the obsessions, quirks and terrors of the cumbersome patron Tommaso Rangone, on whom the great Venetian master fed to give life to one of the most extraordinary inventions of his repertoire.

Nel recente catalogo della mostra Venezia-Washington dedicata a Tintoretto in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della nascita, il dipinto raffigurante una delle storie di San Marco, destinato in origine all’omonima Scuola Grande e attualmente conservato alla Pinacoteca di Brera, torna ad essere titolato "Ritrovamento del corpo di S. Marco". Eppure già in principio degli anni Novanta del secolo scorso, Erasmus Weddigen e Augusto Gentili avevano correttamente identificato il soggetto con i "Miracoli di San Marco a Boucolis". Attraverso una riesamina del contesto, dei documenti, nonché dei più recenti contributi storiografici dedicati a questa tela, il presente contributo propone di restituire definitivamente a questo telero l’opportuna titolazione e ipotizza più di un riferimento diretto alle manie, le ossessioni e i terrori dell’ingombrante committente Tommaso Rangone di cui il grande maestro veneziano si nutrì per dar vita a una delle più straordinarie invenzioni del suo repertorio.

Ancora sui "Miracoli di Boucolis"

Valentina Sapienza
2021-01-01

Abstract

Nel recente catalogo della mostra Venezia-Washington dedicata a Tintoretto in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della nascita, il dipinto raffigurante una delle storie di San Marco, destinato in origine all’omonima Scuola Grande e attualmente conservato alla Pinacoteca di Brera, torna ad essere titolato "Ritrovamento del corpo di S. Marco". Eppure già in principio degli anni Novanta del secolo scorso, Erasmus Weddigen e Augusto Gentili avevano correttamente identificato il soggetto con i "Miracoli di San Marco a Boucolis". Attraverso una riesamina del contesto, dei documenti, nonché dei più recenti contributi storiografici dedicati a questa tela, il presente contributo propone di restituire definitivamente a questo telero l’opportuna titolazione e ipotizza più di un riferimento diretto alle manie, le ossessioni e i terrori dell’ingombrante committente Tommaso Rangone di cui il grande maestro veneziano si nutrì per dar vita a una delle più straordinarie invenzioni del suo repertorio.
Tintoretto 2019
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