L’apporto delle discipline scientifiche alla vita cittadina può assumere forme assai diverse, alle volte anche difficilmente riconoscibili ed inoltre, a seconda del caso, rivelarsi vantaggioso o svantaggioso. Con questa comunicazione si intende illustrare in che modi la chimica permeava la vita di Napoli nel XVIII secolo, in considerazione anche della specificità di questa scienza che si istituzionalizza proprio al tramonto di tale secolo. Facendo riferimento a materiali di ricerca, luoghi fisici e contesti sociali differenti si mostreranno alcune delle molteplici modalità di utilizzo del sapere chimico per la gestione di aspetti dell’economia urbana e fondamentalmente a servizio dei cittadini napoletani. Pertanto ci si soffermerà sul fenomeno delle scuole private di chimica presso le spezierie cittadine, dove avevano luogo spettacolari dimostrazioni pubbliche di chimica pratica, che probabilmente presso l’Università erano meno frequentate e meno frequenti, poiché non vi era la necessaria strumentazione di laboratorio. I professori, a loro volta, pubblicizzavano i loro studi privati mediante gli “avvisi” sulle gazzette , in cui si veniva anche informati dei fenomeni vesuviani. Ancora, per mezzo di chimiche analisi la cittadinanza poteva beneficiare delle acque minerali disponibili ed avvalersi dei preparati vendibili presso le spezierie supervisionate dall’Almum chemiatrorum collegium. L’idea è quindi di descrivere in base ad alcuni esempi significativi come e quando i chimici intervenivano con le loro ricerche “nella città” in base alle fonti bibliografiche ed archivistiche finora raccolte.

La chimica al servizio della città: Napoli

Guerra C
2014

Abstract

L’apporto delle discipline scientifiche alla vita cittadina può assumere forme assai diverse, alle volte anche difficilmente riconoscibili ed inoltre, a seconda del caso, rivelarsi vantaggioso o svantaggioso. Con questa comunicazione si intende illustrare in che modi la chimica permeava la vita di Napoli nel XVIII secolo, in considerazione anche della specificità di questa scienza che si istituzionalizza proprio al tramonto di tale secolo. Facendo riferimento a materiali di ricerca, luoghi fisici e contesti sociali differenti si mostreranno alcune delle molteplici modalità di utilizzo del sapere chimico per la gestione di aspetti dell’economia urbana e fondamentalmente a servizio dei cittadini napoletani. Pertanto ci si soffermerà sul fenomeno delle scuole private di chimica presso le spezierie cittadine, dove avevano luogo spettacolari dimostrazioni pubbliche di chimica pratica, che probabilmente presso l’Università erano meno frequentate e meno frequenti, poiché non vi era la necessaria strumentazione di laboratorio. I professori, a loro volta, pubblicizzavano i loro studi privati mediante gli “avvisi” sulle gazzette , in cui si veniva anche informati dei fenomeni vesuviani. Ancora, per mezzo di chimiche analisi la cittadinanza poteva beneficiare delle acque minerali disponibili ed avvalersi dei preparati vendibili presso le spezierie supervisionate dall’Almum chemiatrorum collegium. L’idea è quindi di descrivere in base ad alcuni esempi significativi come e quando i chimici intervenivano con le loro ricerche “nella città” in base alle fonti bibliografiche ed archivistiche finora raccolte.
La città nel Settecento: saperi e forme di rappresentazione
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