- This paper should contribute to our understanding of the double role of a volcano as a place for the practice of chemistry and as for chemical discoveries. In fact, Vesuvius was a kind of a natural, open-air, chemical laboratory, above all in a place like Naples, where there were no laboratories for students. So many scientists tried to take advantage of its gases to have the opportunity to study spontaneous chemical reactions. At the same time, by reflecting on the debate over the nature of Vesuvius’ ash, in which many chemists of the Kingdom of Naples (i.e. Southern Italy) were engaged, we can appreciate that the incentive for doing chemical analysis of this long inexplicable phenomenon, created knowledge of substances and allayed people fears.

Il Vesuvio può essere considerato la peculiarità chimica del territorio del Regno di Napoli, in almeno due sensi. I prodotti vulcanici avevano da sempre fornito materiale per scoperte ed esperienze di tipo geo-chimico, ma soprattutto la presenza di un vulcano attivo forniva ai chimici l’occasione di applicare a dei bisogni reali ed immediati i loro studi. Ogni fenomeno vulcanico ingenerava nel Governo e nella popolazione una serie di paure ed ansietà, che spiegazioni scientifiche potevano in qualche maniera fugare. L’ausilio delle analisi chimiche si rivelò ad esempio fondamentale a seguito dell’eruzione del 1794, quando bisognava decidere in fretta sulla pericolosità o meno delle ceneri vulcaniche che avevano raggiunto diverse regioni del regno. «Erano Letterati, e volevano appurare li fenomi che nasceno dentro alle viscere della Terra, e quanno succedono questi fenomi lasciano puro di mangiare e corrono a vedere.» Ma tutti gli studiosi furono d’accordo? Nacque un dibattito? L’analisi delle pubblicazioni chimiche sul tema, che comparvero in quei mesi, fornirà una possibile risposta ricostruendo i termini della questione, i protagonisti e le loro convinzioni. Pertanto dalla comunicazione emergerà l’importanza di una scienza come la chimica, non ancora contenutisticamente completa, ma già consapevole del suo ruolo nei servizi alla cittadinanza.

Chi ha paura delle ceneri vulcaniche?

Guerra C
2011

Abstract

Il Vesuvio può essere considerato la peculiarità chimica del territorio del Regno di Napoli, in almeno due sensi. I prodotti vulcanici avevano da sempre fornito materiale per scoperte ed esperienze di tipo geo-chimico, ma soprattutto la presenza di un vulcano attivo forniva ai chimici l’occasione di applicare a dei bisogni reali ed immediati i loro studi. Ogni fenomeno vulcanico ingenerava nel Governo e nella popolazione una serie di paure ed ansietà, che spiegazioni scientifiche potevano in qualche maniera fugare. L’ausilio delle analisi chimiche si rivelò ad esempio fondamentale a seguito dell’eruzione del 1794, quando bisognava decidere in fretta sulla pericolosità o meno delle ceneri vulcaniche che avevano raggiunto diverse regioni del regno. «Erano Letterati, e volevano appurare li fenomi che nasceno dentro alle viscere della Terra, e quanno succedono questi fenomi lasciano puro di mangiare e corrono a vedere.» Ma tutti gli studiosi furono d’accordo? Nacque un dibattito? L’analisi delle pubblicazioni chimiche sul tema, che comparvero in quei mesi, fornirà una possibile risposta ricostruendo i termini della questione, i protagonisti e le loro convinzioni. Pertanto dalla comunicazione emergerà l’importanza di una scienza come la chimica, non ancora contenutisticamente completa, ma già consapevole del suo ruolo nei servizi alla cittadinanza.
Atti del XIV Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica
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