The aim of this paper is to analyze in which way the transformation of the Welfare State in Europe has taken place, in order to answer to the challenges posed by the new paradigms of work and the impact on the possibility for the youth to get access to social citizenship. The paper will affirm that the concept of the “active Welfare State”, even if it is characterized by a willingness to surpass the degeneration of welfarism, it still remains strongly attached to the notion that social citizenship can be attained only through the fulfillment of the citizen’s duty to work. Nonetheless in those countries which have invested more than others on Active Policies it is possible to notice that the youth has gained employment, but the introduction of coercive instruments to accept any kind of work seems to produce a difficulty for the youth to get access to social citizenship. The paper concludes with the affirmation that the needs of the new generation of workers require a new kind of universal social citizenship that overtake the stiff of the nexus between work and citizenship.

Questo elaborato si pone di analizzare in che modo le trasformazioni del Welfare occorse in Europa nel tentativo di rispondere alle sfide poste dalle nuove forme del lavoro, incidono sulla possibilità per i giovani di avere accesso alla cittadinanza sociale. L’autore sostiene che il sorgere del Welfare “attivo”, nonostante si caratterizzi per una volontà di superare l’impianto assistenzialista, rimane ancora fortemente ancorato ad una rigidità del nesso tra dovere al lavoro e accesso alla cittadinanza. Pertanto, sebbene in quei paesi che più di altri hanno investito sulle politiche di attivazione si registri un successo in termini di occupazione giovanile, l’introduzione di strumenti coercitivi al lavoro sembrano produrre una difficoltà per i giovani nell’accesso alla sfera della cittadinanza sociale. Si sostiene infine che i bisogni delle nuove figure del lavoro necessitano di un nuovo tipo di cittadinanza sociale universale che superi la rigidità del nesso tra lavoro e cittadinanza.

Giovani, Lavoro e cittadinanza sociale. Uno studio comparato sulle trasformazioni del Welfare in Europa

Marco Marrone
2015-01-01

Abstract

Questo elaborato si pone di analizzare in che modo le trasformazioni del Welfare occorse in Europa nel tentativo di rispondere alle sfide poste dalle nuove forme del lavoro, incidono sulla possibilità per i giovani di avere accesso alla cittadinanza sociale. L’autore sostiene che il sorgere del Welfare “attivo”, nonostante si caratterizzi per una volontà di superare l’impianto assistenzialista, rimane ancora fortemente ancorato ad una rigidità del nesso tra dovere al lavoro e accesso alla cittadinanza. Pertanto, sebbene in quei paesi che più di altri hanno investito sulle politiche di attivazione si registri un successo in termini di occupazione giovanile, l’introduzione di strumenti coercitivi al lavoro sembrano produrre una difficoltà per i giovani nell’accesso alla sfera della cittadinanza sociale. Si sostiene infine che i bisogni delle nuove figure del lavoro necessitano di un nuovo tipo di cittadinanza sociale universale che superi la rigidità del nesso tra lavoro e cittadinanza.
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