Il percorso di attuazione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, avviato quale sperimentazione sin dal 2015, con la Quarta Riforma del pubblico impiego, è stato lento e complesso, ma il quadro sembra repentinamente destinato a cambiare. Il riferimento è alla situazione esplosa a seguito dell’emergenza da COVID-19, che sta determinando un “cambio di passo” importante con l’aumento necessitato della modalità agile, incentivata a livello legislativo. Il contributo percorre quindi l’evoluzione repentina e senza soluzione di continuità del quadro normativo, con il passaggio da un’ipertrofia regolamentare all’assenza totale di una cornice di riferimento di un lavoro agile non più sperimentale ma modalità ordinaria della prestazione di lavoro pubblico. L’autrice ne analizza le criticità, in riferimento a un’attuazione ontologicamente snaturata, evidenziandone i profili di particolare attenzione in periodi di compressione della libertà fisica, ma non di quella virtuale, che è di contro amplificata, interrogandosi altresì su quale dovrebbe essere il perno del cambiamento, laddove l’obiettivo è il mutamento di paradigma della Pubblica Amministrazione.

Pubblica amministrazione e smart working, dalla disciplina ordinaria alla deroga emergenziale

Rosita Zucaro
2020

Abstract

Il percorso di attuazione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, avviato quale sperimentazione sin dal 2015, con la Quarta Riforma del pubblico impiego, è stato lento e complesso, ma il quadro sembra repentinamente destinato a cambiare. Il riferimento è alla situazione esplosa a seguito dell’emergenza da COVID-19, che sta determinando un “cambio di passo” importante con l’aumento necessitato della modalità agile, incentivata a livello legislativo. Il contributo percorre quindi l’evoluzione repentina e senza soluzione di continuità del quadro normativo, con il passaggio da un’ipertrofia regolamentare all’assenza totale di una cornice di riferimento di un lavoro agile non più sperimentale ma modalità ordinaria della prestazione di lavoro pubblico. L’autrice ne analizza le criticità, in riferimento a un’attuazione ontologicamente snaturata, evidenziandone i profili di particolare attenzione in periodi di compressione della libertà fisica, ma non di quella virtuale, che è di contro amplificata, interrogandosi altresì su quale dovrebbe essere il perno del cambiamento, laddove l’obiettivo è il mutamento di paradigma della Pubblica Amministrazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10278/3730453
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