L’articolo esamina il percorso intellettuale e politico del giurista Piero Calamandrei fra fascismo e secondo dopoguerra considerandone l’atteggiamento verso la politica e l’impegno nell’ambito del fascismo e dell’antifascismo. Se fino a metà degli anni Venti Calamandrei mostrò la propria opposizione al regime nascente, gli anni Trenta furono segnati da una inazione politica e alla fine del decennio il giurista collaborò al Codice di procedura civile Grandi. Nel dopoguerra il ripensamento del Ventennio fascista avvenne nei discorsi raccolti in Uomini e città della Resistenza (1955), in cui Calamandrei si confrontò anche con i fantasmi del proprio disimpegno politico, allo stesso tempo identificandosi con gli antifascisti caduti e indirizzando il discorso pubblico verso un’identificazione collettiva con l’antifascismo resistenziale, che pure era stata un’esperienza minoritaria.

The article examines the intellectual and political path of the jurist Piero Calamandrei between the fascist and the postwar periods. It considers Calamandrei's attitude toward politics and engagement within fascism and antifascism. If Calamandrei opposed the regime in-the-making until the mid 1920s, the 1930s were characterized by his political inaction and at the end of the decade the jurist collaborated to the drafting of the Code of civil procedure named after the minister Dino Grandi. In the postwar period Calamandrei reflected upon the fascist period in his speeches collected in the volume Uomini e città della Resistenza (1955). Here Calamandrei confronted the ghosts of his political disengagement, while at the same time identifying with the antifascits who had fallen in the war. He also channelled the public discourse towards a collective identification with the Resistance, which had actually been the experience of a minority.

Piero Calamandrei e i "fantasmi" del fascismo e dell'antifascismo. Note su un percorso politico

Levis Sullam, Simon
2020

Abstract

L’articolo esamina il percorso intellettuale e politico del giurista Piero Calamandrei fra fascismo e secondo dopoguerra considerandone l’atteggiamento verso la politica e l’impegno nell’ambito del fascismo e dell’antifascismo. Se fino a metà degli anni Venti Calamandrei mostrò la propria opposizione al regime nascente, gli anni Trenta furono segnati da una inazione politica e alla fine del decennio il giurista collaborò al Codice di procedura civile Grandi. Nel dopoguerra il ripensamento del Ventennio fascista avvenne nei discorsi raccolti in Uomini e città della Resistenza (1955), in cui Calamandrei si confrontò anche con i fantasmi del proprio disimpegno politico, allo stesso tempo identificandosi con gli antifascisti caduti e indirizzando il discorso pubblico verso un’identificazione collettiva con l’antifascismo resistenziale, che pure era stata un’esperienza minoritaria.
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