Da quando venne pubblicato nella sua veste integrale, nel 1561, il rifacimento in ottava rima delle Metamorfosi ovidiane di Giovanni Andrea dell’Anguillara conobbe una notevole fortuna, che rimase ininterrotta fino al XIX secolo. Lunga tre volte l’originale ovidiano, quasi quanto l’Orlando furioso (che è l’altro modello cui guarda), questa traduzione costituì il testo di riferimento sul quale si fondò la cultura mitologica di pittori, scultori e librettisti: basti pensare che le Metamorfosi di Ovidio nella versione di Anguillara furono l’unico classico presente nella biblioteca di Gian Lorenzo Bernini. Nel sesto centenario della nascita dell’autore si offre qui l’edizione critica del testo, corredata di due dei suoi storici apparati (le annotazioni di Giuseppe Orologi e gli argomenti in ottave di Francesco Turchi) e accompagnata da un commento che mira a illustrarne le caratteristiche linguistiche, retoriche e stilistiche, mettendone i luce i rapporti col modello ovidiano e con la letteratura classica e volgare. I due volumi ambiscono così a restituire al lettore moderno la ricchezza di un’opera cui spetta un posto d’onore nel canone italiano dei classici in traduzione, accanto all’Eneide di Annibal Caro, all’Iliade di Vincenzo Monti e all’Odissea di Ippolito Pindemonte.

Giovanni Andrea dell'Anguillara, Le Metamorfosi d’Ovidio, con le Annotationi di G. Orologie e gli Argomenti di F. Turchi. Edizione critica e commentata a cura di A. Cotugno, vol. 2

Alessio Cotugno
In corso di stampa

Abstract

Da quando venne pubblicato nella sua veste integrale, nel 1561, il rifacimento in ottava rima delle Metamorfosi ovidiane di Giovanni Andrea dell’Anguillara conobbe una notevole fortuna, che rimase ininterrotta fino al XIX secolo. Lunga tre volte l’originale ovidiano, quasi quanto l’Orlando furioso (che è l’altro modello cui guarda), questa traduzione costituì il testo di riferimento sul quale si fondò la cultura mitologica di pittori, scultori e librettisti: basti pensare che le Metamorfosi di Ovidio nella versione di Anguillara furono l’unico classico presente nella biblioteca di Gian Lorenzo Bernini. Nel sesto centenario della nascita dell’autore si offre qui l’edizione critica del testo, corredata di due dei suoi storici apparati (le annotazioni di Giuseppe Orologi e gli argomenti in ottave di Francesco Turchi) e accompagnata da un commento che mira a illustrarne le caratteristiche linguistiche, retoriche e stilistiche, mettendone i luce i rapporti col modello ovidiano e con la letteratura classica e volgare. I due volumi ambiscono così a restituire al lettore moderno la ricchezza di un’opera cui spetta un posto d’onore nel canone italiano dei classici in traduzione, accanto all’Eneide di Annibal Caro, all’Iliade di Vincenzo Monti e all’Odissea di Ippolito Pindemonte.
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