Spell 17 of the Book of the Dead, one of the most complex and relevant of the whole corpus, features, inter alia, two “demonic” entities with peculiar characteristics, and with a pattern of reciprocal connections deserving a detailed investigation. At first glance, the two beings may appear fairly dissimilar, as Shezmu –associated to the blood of the slaughterhouse, to wine and sacred oils- has a long tradition of textual and iconographic records, dating from the Old Kingdom to the Late Period; conversely, Medjed, “The Smiter”, presents an enigmatic iconography very different from the ones of Shezmu, and extremely limited in time, space and documentation (Book of the Dead papyri of the XXI-XXII dynasties). A through discussion of all the available sources will reveal unexpected correlations between the two entities, bringing to light new interpretative theories on their characterizations, representations and functions in the landscape of the Egyptian funerary literature.

Nel capitolo 17 del Libro dei Morti, uno dei più rilevanti e complessi dell’intera raccolta, compaiono due entità “demoniache” dalle caratteristiche peculiari, legate da nessi reciproci tali da meritare un approfondimento specifico. Ad un’osservazione superficiale i due esseri potrebbero apparire molto distanti, giacché il primo, Shezmu – connesso al sangue del macello, al vino e agli olii sacri – vanta una lunga storia di attestazioni testuali e iconografiche, dall’Antico Regno all’Epoca Tarda; l’altro, Medjed –“L’Oppressore” – presenta un aspetto enigmatico e una diffusione estremamente circoscritta nel tempo e nella documentazione (XXI-XXII dinastia). Tramite una più attenta analisi delle fonti disponibili, testuali e iconografiche, sarà invece possibile individuare inaspettati punti di contatto tra le due figure ed elaborare nuove proposte interpretative sulle loro caratterizzazioni, rappresentazioni e funzionalità nel panorama funerario egiziano.

Di sangue e di vino: analisi della correlazione tra le figure oltremondane Shezmu e Medjed

ILARIA CARIDDI
Writing – Original Draft Preparation
;
FRANCESCA IANNARILLI
Writing – Original Draft Preparation
2020

Abstract

Nel capitolo 17 del Libro dei Morti, uno dei più rilevanti e complessi dell’intera raccolta, compaiono due entità “demoniache” dalle caratteristiche peculiari, legate da nessi reciproci tali da meritare un approfondimento specifico. Ad un’osservazione superficiale i due esseri potrebbero apparire molto distanti, giacché il primo, Shezmu – connesso al sangue del macello, al vino e agli olii sacri – vanta una lunga storia di attestazioni testuali e iconografiche, dall’Antico Regno all’Epoca Tarda; l’altro, Medjed –“L’Oppressore” – presenta un aspetto enigmatico e una diffusione estremamente circoscritta nel tempo e nella documentazione (XXI-XXII dinastia). Tramite una più attenta analisi delle fonti disponibili, testuali e iconografiche, sarà invece possibile individuare inaspettati punti di contatto tra le due figure ed elaborare nuove proposte interpretative sulle loro caratterizzazioni, rappresentazioni e funzionalità nel panorama funerario egiziano.
Atti del XVIII Convegno di Egittologia e Papirologia, Siracusa, 20-23 Settembre 2018
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