L’analisi del capo dello stato nell’ordinamento monarchico viene svolta nella prospettiva sia della forma di stato sia di quella di governo. L’evoluzione sembra evidenziare come, al di là delle prevalenti ricostruzioni dottrinarie, il capo dello stato in questo ordinamento abbia svolto un ruolo di primo piano, con coloriture politiche spesso assai spiccate. Da punto di vista della forma di stato, il capo dello stato sembra conservare tratti assolutistici del precedente regime, soprattutto sotto il profilo della sua sacralità e irresponsabilità. Dal punto di vista della forma di governo, il sistema sembra atteggiarsi secondo un modello dualista piuttosto che nelle forme di un compiuto monismo parlamentare. Il capo dello stato resta tributario ed esercita effettivamente attribuzioni in grado di incidere sull’indirizzo politico. L’esperienza fascista inizia un’opera di profonda trasformazione del capo dello stato, attraverso la sua progressiva giuridicizzazione e limitazione, non riuscendo peraltro mai a neutralizzarla del tutto. Se anche durante il regime di Mussolini la forma di governo viene comunemente ricostruita come dualistica, è a livello di forma di stato che il capo dello stato risulta maggiormente ridimensionato, pur conservando, in potenza, bagliori di Sovranità.

Il capo dello stato dall’Italia liberale al fascismo: il re (non) è nudo

PERINI, MARIO
2013

Abstract

L’analisi del capo dello stato nell’ordinamento monarchico viene svolta nella prospettiva sia della forma di stato sia di quella di governo. L’evoluzione sembra evidenziare come, al di là delle prevalenti ricostruzioni dottrinarie, il capo dello stato in questo ordinamento abbia svolto un ruolo di primo piano, con coloriture politiche spesso assai spiccate. Da punto di vista della forma di stato, il capo dello stato sembra conservare tratti assolutistici del precedente regime, soprattutto sotto il profilo della sua sacralità e irresponsabilità. Dal punto di vista della forma di governo, il sistema sembra atteggiarsi secondo un modello dualista piuttosto che nelle forme di un compiuto monismo parlamentare. Il capo dello stato resta tributario ed esercita effettivamente attribuzioni in grado di incidere sull’indirizzo politico. L’esperienza fascista inizia un’opera di profonda trasformazione del capo dello stato, attraverso la sua progressiva giuridicizzazione e limitazione, non riuscendo peraltro mai a neutralizzarla del tutto. Se anche durante il regime di Mussolini la forma di governo viene comunemente ricostruita come dualistica, è a livello di forma di stato che il capo dello stato risulta maggiormente ridimensionato, pur conservando, in potenza, bagliori di Sovranità.
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