The constitutional period which is commonly defined as “First Italian Republic”, which goes from the adoption of the Italian Constitution in 1947 to the general elections in 1994, reveals how the President of the Republic can express many different constitutional roles. The few constitutional provisions about the President, formulated with an open texture language, can adapt to different expressions of the parliamentary system which has been only sketched in the Italian Constitution. However until the mid Sixteens, the Head of State had played mainly a rather symbolical role, Bagehot’s style, following the path traced by Luigi Einaudi, first president of the Italian Republic.

Il periodo che la pubblicistica denomina comunemente “prima” Repubblica e che va dall’entrata in vigore della Costituzione alle elezioni del 1994 fa emergere una multiformità di ruoli impersonati dal presidente della Repubblica, che confermano come le poche disposizioni costituzionali su questo organo, formulate con un linguaggio open texture, siano in grado, alla prova dei fatti, di manifestare una pluralità di modelli espressivi della nostra forma di governo e che denotano come la razionalizzazione del parlamentarismo italiano sia stata solo abbozzata. D’altronde, in una prima fase della nostra storia repubblicana, di questa multiformità di ruoli è possibile cogliere solo alcuni accenni, prevalendo nettamente quelle modalità espressive “notarili” – tipiche di un parlamentarismo monista English style – venutesi a forgiare sull’esperienza concreta della prima presidenza Einaudi, ma che peraltro mai hanno fatto apparire il presidente come un mero “fainéant”.

Il capo dello Stato nella c.d. “prima” Repubblica: dal modello costituzionale all'avvento del centro-sinistra

PERINI, MARIO
2016

Abstract

Il periodo che la pubblicistica denomina comunemente “prima” Repubblica e che va dall’entrata in vigore della Costituzione alle elezioni del 1994 fa emergere una multiformità di ruoli impersonati dal presidente della Repubblica, che confermano come le poche disposizioni costituzionali su questo organo, formulate con un linguaggio open texture, siano in grado, alla prova dei fatti, di manifestare una pluralità di modelli espressivi della nostra forma di governo e che denotano come la razionalizzazione del parlamentarismo italiano sia stata solo abbozzata. D’altronde, in una prima fase della nostra storia repubblicana, di questa multiformità di ruoli è possibile cogliere solo alcuni accenni, prevalendo nettamente quelle modalità espressive “notarili” – tipiche di un parlamentarismo monista English style – venutesi a forgiare sull’esperienza concreta della prima presidenza Einaudi, ma che peraltro mai hanno fatto apparire il presidente come un mero “fainéant”.
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