Over the centuries, cura animarum offered the Church a means for intervening in contemporary society, providing it with a set of complete directions and instructions. This paper focuses mainly on the period from the Middle Ages to the modern age. Games clearly come within the scope of the disciplinary action promoted by the Church and that its representatives shared with the secular authorities who occasionally partnered the Church in activities with a common objective. Over the centuries, various intellectual formulations and regulations were put forward; sometimes on more than one occasion and sometimes unchanged, a sign of adherence to essential principles or the presence of lasting customs, and certainly an indication of an unambiguous attention to the ludic dimension of the societas christiana. Contexts changed but the aim of the various forms of intervention remained the same: to provide an up-to-date catalogue of lawful and unlawful games that were permitted or forbidden, and to define the reasons underlying prohibitions and concessions, which often involved derogations. Consequently, at the same time, there was also a gradual development of ludic ethics: a long-term result that would be validated in the Renaissance and that would come about with a decisive contribution from the Church and from those responsible for the cura animarum. When such general dynamics were applied to specific contexts – Venice, for example – they would take on characteristics and social aspects that were certainly original, if not necessarily new.

La cura animarum rappresentò per la Chiesa, nel corso dei secoli, uno strumento di intervento sulla società contemporanea, fornendole indirizzi e indicazioni a tutto campo. Il contributo si concentra soprattutto sul periodo a cavallo fra medioevo ed età moderna. Il gioco rientrò perfettamente in quest’azione di disciplinamento promosso dalla Chiesa. Un’azione che i suoi rappresentanti condivisero con le autorità laiche e che li vide, talora, collaborare per un obiettivo comune. Elaborazioni intellettuali e norme furono riproposte nel corso dei secoli, talora inalterate, dimostrando l’attaccamento a principi irrinunciabili o la presenza di abitudini perduranti, e, comunque, un’attenzione ormai inequivocabile per la dimensione ludica della societas christiana. Mutavano i contesti, ma non la sostanza degli interventi: fornire, nel tempo, il catalogo aggiornato delle pratiche ludiche lecite e illecite e definire le ragioni sottese ai divieti o alle concessioni spesso in deroga. In concomitanza si avviò, conseguentemente, il processo di costruzione di un’etica ludica: risultato di lungo periodo che trovò conferma nell’età del Rinascimento, a cui la Chiesa e soprattutto i detentori della cura animarum dettero un apporto determinante. Applicate a particolari contesti (Venezia, per esempio) queste dinamiche generali acquistarono caratteri e aspetti sociali se non inediti originali.

Chiesa, gioco e società nel Rinascimento, con una postilla veneziana

Rizzi Alessandra
2019

Abstract

La cura animarum rappresentò per la Chiesa, nel corso dei secoli, uno strumento di intervento sulla società contemporanea, fornendole indirizzi e indicazioni a tutto campo. Il contributo si concentra soprattutto sul periodo a cavallo fra medioevo ed età moderna. Il gioco rientrò perfettamente in quest’azione di disciplinamento promosso dalla Chiesa. Un’azione che i suoi rappresentanti condivisero con le autorità laiche e che li vide, talora, collaborare per un obiettivo comune. Elaborazioni intellettuali e norme furono riproposte nel corso dei secoli, talora inalterate, dimostrando l’attaccamento a principi irrinunciabili o la presenza di abitudini perduranti, e, comunque, un’attenzione ormai inequivocabile per la dimensione ludica della societas christiana. Mutavano i contesti, ma non la sostanza degli interventi: fornire, nel tempo, il catalogo aggiornato delle pratiche ludiche lecite e illecite e definire le ragioni sottese ai divieti o alle concessioni spesso in deroga. In concomitanza si avviò, conseguentemente, il processo di costruzione di un’etica ludica: risultato di lungo periodo che trovò conferma nell’età del Rinascimento, a cui la Chiesa e soprattutto i detentori della cura animarum dettero un apporto determinante. Applicate a particolari contesti (Venezia, per esempio) queste dinamiche generali acquistarono caratteri e aspetti sociali se non inediti originali.
Giocare tra medioevo ed età moderna. Modelli etici ed estetici per l'Europa
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