The paper aims to analyze the figured cup found in the early years of the '900 in San Basilio of Ariano nel Polesine, in association with a few other finds linked to the Veneto cultural horizon of the first half of the 6° century BC. New methodologies for iconographic and iconological interpretation allow a revision of the decorative apparatus, as well as a clarification of the morphological characteristics of this object, yet considered a unicum. It’s possible to identify a pair of animals, one fantastic and winged and one that is a dog; the pair is iterated on the two sides of the cup to propose different moments of a story. The picture foreshadows the wide range of activities and relationships between local and foreign that could be suggested in a port context, like San Basilio di Ariano nel Polesine.

Il contributo si propone di analizzare nel dettaglio la tazza figurata rinvenuta nei primi anni del ‘900 a San Basilio di Ariano nel Polesine, in associazione a pochi altri reperti attribuiti a sepolture ricollegabili all’orizzonte culturale veneto della prima metà del VI secolo a.C. Nuove metodologie di lettura ed interpretazione iconografica ed iconologica consentono una revisione dell’apparato decorativo, oltre che una precisazione delle caratteristiche morfologiche di questo oggetto, ad oggi interpretato come un unicum. Si propone l’identificazione di una coppia di animali, uno fantastico e alato e un cane, iterata sui due lati della tazza a riproporre momenti diversi di un racconto per immagini. L’iconografia adombra l’ampia sfera di attività e relazioni tra locali e stranieri propria di un contesto portuale quale doveva configurarsi il sito polesano.

Attenti al lupo. La tazza biansata da San Basilio di Ariano nel Polesine

G. Gambacurta
2019

Abstract

Il contributo si propone di analizzare nel dettaglio la tazza figurata rinvenuta nei primi anni del ‘900 a San Basilio di Ariano nel Polesine, in associazione a pochi altri reperti attribuiti a sepolture ricollegabili all’orizzonte culturale veneto della prima metà del VI secolo a.C. Nuove metodologie di lettura ed interpretazione iconografica ed iconologica consentono una revisione dell’apparato decorativo, oltre che una precisazione delle caratteristiche morfologiche di questo oggetto, ad oggi interpretato come un unicum. Si propone l’identificazione di una coppia di animali, uno fantastico e alato e un cane, iterata sui due lati della tazza a riproporre momenti diversi di un racconto per immagini. L’iconografia adombra l’ampia sfera di attività e relazioni tra locali e stranieri propria di un contesto portuale quale doveva configurarsi il sito polesano.
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