Nel 1978, dopo aver ordinato la stesura de L’arte della gioia nella versione da presentare agli editori, Goliarda Sapienza compiva insieme al marito Angelo Pellegrino un viaggio memorabile sulla Transiberiana. Questo sarà narrato nei suoi Taccuini, ora editi e in articoli pubblicati in vita, poi ripreso da Pellegrino per il volume In Transiberiana (1991). L’attraversamento dell’URSS fino in Cina, l’osservazione dei luoghi e l’incontro con le persone – soprattutto le donne – la condurrà alla scoperta degli esiti della rivoluzione mancata senza idealizzazione. Malinconico e sublime lo spazio delle città, tra realtà e proiezione la lettura dei tipi umani: Sapienza ha narrato le proprie esplorazioni con uno sguardo di taglio lirico, tipico di tutta la sua produzione, che pare trovare origine negli anni Cinquanta, durante la lavorazione dei documentari del suo compagno Citto Maselli e nelle collaborazioni radiofoniche con Ernesto de Martino. Questo contributo intende dare valore a un breve percorso antropologico alla scoperta dell’altrove che può essere messo in relazione con altri suoi “viaggi” e opere. Esso si presenta non attraverso la descrizione di ciò che appare distante ma nelle somiglianze rese vive dall’alterità, offrendo così al lettore un punto di vista proprio e “ancestrale”.

«La prossima rivoluzione sarà “per la bellezza”»: sulla Transiberiana con Goliarda Sapienza

Alessandra Trevisan
2021

Abstract

Nel 1978, dopo aver ordinato la stesura de L’arte della gioia nella versione da presentare agli editori, Goliarda Sapienza compiva insieme al marito Angelo Pellegrino un viaggio memorabile sulla Transiberiana. Questo sarà narrato nei suoi Taccuini, ora editi e in articoli pubblicati in vita, poi ripreso da Pellegrino per il volume In Transiberiana (1991). L’attraversamento dell’URSS fino in Cina, l’osservazione dei luoghi e l’incontro con le persone – soprattutto le donne – la condurrà alla scoperta degli esiti della rivoluzione mancata senza idealizzazione. Malinconico e sublime lo spazio delle città, tra realtà e proiezione la lettura dei tipi umani: Sapienza ha narrato le proprie esplorazioni con uno sguardo di taglio lirico, tipico di tutta la sua produzione, che pare trovare origine negli anni Cinquanta, durante la lavorazione dei documentari del suo compagno Citto Maselli e nelle collaborazioni radiofoniche con Ernesto de Martino. Questo contributo intende dare valore a un breve percorso antropologico alla scoperta dell’altrove che può essere messo in relazione con altri suoi “viaggi” e opere. Esso si presenta non attraverso la descrizione di ciò che appare distante ma nelle somiglianze rese vive dall’alterità, offrendo così al lettore un punto di vista proprio e “ancestrale”.
Atti del Convegno LETTERATURA E ANTROPOLOGIA Generi, forme e immaginari
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10278/3720195
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