Il presente contributo propone una serie di riflessioni sul rapporto fra decorazione pittorica e parete concava nei luoghi di culto cristiani del mondo latino e orientale, fra IV e XIII secolo. Sul piano simbolico, come evidenziano le fonti, le cupole e le absidi delle chiese medievali e degli edifici annessi, simboleggiano la volta celeste. Dal punto di vista architettonico, la cupola equivale alla metà di una sfera, l'abside alla sua quarta parte. Cupola e abside sono, quindi, due forme geometricamente pure unite da un vincolo di filiazione, per cui la seconda discende dalla prima. Nelle chiese bizantine a croce greca iscritta, tra le più diffuse a partire dal periodo post-iconoclasta, i due spazi si contendono la gerarchia dei volumi: l’abside, sopra l’altare, accoglie la figura della Vergine, alludente al dogma dell’incarnazione, mentre la cupola, sovrastante il naos, contiene l’immagine del Pantocrator, che « tutto governa » dal punto più alto e centrale dell’edificio. Nelle chiese medievali a sviluppo basilicale, onnipresenti in Occidente, l’abside supplisce la mancanza della cupola assumendo da sola il ruolo esclusivo di fulcro sacrale. All'interno della sua concavità si dispongono temi teofanici, a composizione variabile, proiettati in uno spazio paradisiaco: immagini solenni e ieratiche, che attirano lo sguardo del fedele non appena quest'ultimo varca la soglia d’ingresso. Di particolare interesse, inoltre, è la questione dell'incidenza della concavità della superficie murale sull'ordine dispositivo delle immagini ivi rappresentate. Se, infatti, un muro rettilineo si presta soprattutto ad una ripartizione in registri orizzontali, la forma emisferica della cupola dà luogo, il più delle volte, a schemi radianti o concentrici, mentre la conca dell'abside genera per lo più rappresentazioni iconiche e monumentali, con conseguente sviluppo di tradizioni figurative diverse da quelle delle superfici parietali. Per quanto riguarda le componenti materiche, il medium artistico più ambito, nel caso di rivestimenti di absidi e cupole medievali, è senza dubbio il mosaico, tecnica complessa, oltreché costosa, e per questo impiegata soltanto nell'ambito di committenze prestigiose, considerata « eterna » per l'uso di materiali puri e inalterabili : oro, argento, madreperla, pietre, marmo e paste vitree di ogni colore. Proprio la presenza di cupole e absidi ha consentito ad artisti esperti di portare a livelli eccelsi, nel corso del Medio Evo, le potenzialità estetiche dell'opus musivum, sfruttando la concavità delle superfici per esaltare al massimo i fenomeni di rifrazione di luce e scintillio delle tessere.

Quando la parete è concava : decorare absidi e cupole in età medievale (IV-XIII secolo)

Piazza, Simone
2019

Abstract

Il presente contributo propone una serie di riflessioni sul rapporto fra decorazione pittorica e parete concava nei luoghi di culto cristiani del mondo latino e orientale, fra IV e XIII secolo. Sul piano simbolico, come evidenziano le fonti, le cupole e le absidi delle chiese medievali e degli edifici annessi, simboleggiano la volta celeste. Dal punto di vista architettonico, la cupola equivale alla metà di una sfera, l'abside alla sua quarta parte. Cupola e abside sono, quindi, due forme geometricamente pure unite da un vincolo di filiazione, per cui la seconda discende dalla prima. Nelle chiese bizantine a croce greca iscritta, tra le più diffuse a partire dal periodo post-iconoclasta, i due spazi si contendono la gerarchia dei volumi: l’abside, sopra l’altare, accoglie la figura della Vergine, alludente al dogma dell’incarnazione, mentre la cupola, sovrastante il naos, contiene l’immagine del Pantocrator, che « tutto governa » dal punto più alto e centrale dell’edificio. Nelle chiese medievali a sviluppo basilicale, onnipresenti in Occidente, l’abside supplisce la mancanza della cupola assumendo da sola il ruolo esclusivo di fulcro sacrale. All'interno della sua concavità si dispongono temi teofanici, a composizione variabile, proiettati in uno spazio paradisiaco: immagini solenni e ieratiche, che attirano lo sguardo del fedele non appena quest'ultimo varca la soglia d’ingresso. Di particolare interesse, inoltre, è la questione dell'incidenza della concavità della superficie murale sull'ordine dispositivo delle immagini ivi rappresentate. Se, infatti, un muro rettilineo si presta soprattutto ad una ripartizione in registri orizzontali, la forma emisferica della cupola dà luogo, il più delle volte, a schemi radianti o concentrici, mentre la conca dell'abside genera per lo più rappresentazioni iconiche e monumentali, con conseguente sviluppo di tradizioni figurative diverse da quelle delle superfici parietali. Per quanto riguarda le componenti materiche, il medium artistico più ambito, nel caso di rivestimenti di absidi e cupole medievali, è senza dubbio il mosaico, tecnica complessa, oltreché costosa, e per questo impiegata soltanto nell'ambito di committenze prestigiose, considerata « eterna » per l'uso di materiali puri e inalterabili : oro, argento, madreperla, pietre, marmo e paste vitree di ogni colore. Proprio la presenza di cupole e absidi ha consentito ad artisti esperti di portare a livelli eccelsi, nel corso del Medio Evo, le potenzialità estetiche dell'opus musivum, sfruttando la concavità delle superfici per esaltare al massimo i fenomeni di rifrazione di luce e scintillio delle tessere.
Pintado en la pared. El muro como soporte visual en la Edad Media
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