Il presente studio considera la produzione saggistica di Elsa Morante tra la pubblicazione dell’Isola di Arturo (1957) e La Storia (1974) : si tratta di anni di forte impegno politico, che vedono un avvicinamento, una reciproca influenza e una rottura con Pasolini. Si ripercorre la parabola degli anni sessanta, anche attraverso alcuni riferimenti al rapporto con quest’ultimo, andando a indagare le risposte cui Morante perviene per reagire alla sua crisi esistenziale. A ciò si lega la questione del ruolo dell’intellettuale, che verrà sviluppata mediante un raffronto conclusivo con la visione dello stesso promossa da Edward Said. This article takes into consideration the essays by Elsa Morante written between the publication of L’isola di Arturo (1957) and La Storia (1974) : those years are characterised by a strong political commitment, where there was a coming together with Pasolini, reciprocal ability to influence each other, and then finally a break with him. I will be analysing the Sixties, and will also be referring back to the relationship with Pasolini as a means to try and investigate the answers Morante found as a reaction to her existential crisis. This is linked to the issue of the role of the intellectual, which I develop through a final comparison to the vision of this figure by Edward Said.

Dire la verità: l’incondizionato umanesimo di Elsa Morante

Camilotti silvia
2019

Abstract

Il presente studio considera la produzione saggistica di Elsa Morante tra la pubblicazione dell’Isola di Arturo (1957) e La Storia (1974) : si tratta di anni di forte impegno politico, che vedono un avvicinamento, una reciproca influenza e una rottura con Pasolini. Si ripercorre la parabola degli anni sessanta, anche attraverso alcuni riferimenti al rapporto con quest’ultimo, andando a indagare le risposte cui Morante perviene per reagire alla sua crisi esistenziale. A ciò si lega la questione del ruolo dell’intellettuale, che verrà sviluppata mediante un raffronto conclusivo con la visione dello stesso promossa da Edward Said. This article takes into consideration the essays by Elsa Morante written between the publication of L’isola di Arturo (1957) and La Storia (1974) : those years are characterised by a strong political commitment, where there was a coming together with Pasolini, reciprocal ability to influence each other, and then finally a break with him. I will be analysing the Sixties, and will also be referring back to the relationship with Pasolini as a means to try and investigate the answers Morante found as a reaction to her existential crisis. This is linked to the issue of the role of the intellectual, which I develop through a final comparison to the vision of this figure by Edward Said.
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