This essay investigates how the Corpus inscriptionum Latinarum (CIL) addresses the phenomenon of mobility of ancient inscriptions. As conceived by Theodor Mommsen, the Corpus had two main goals: offering a critical edition of epigraphic texts and trying to reconstruct their geographic provenance. The decision to organize the CIL geographically required its editors to develop strategies for describing and grouping inscriptions of non-local or uncertain origin. This is a first attempt at investigating the complex and evolving taxonomy through which an enormous set of data was treated within this fundamental work, thereby clarifying the utility – and limitations – of a key resource for the study of the ancient world, while also envisioning directions for future research.

L’articolo indaga come il fenomeno della mobilità delle iscrizioni antiche sia stato affrontato nel Corpus inscriptionum Latinarum (CIL). Così come fu concepita da Theodor Mommsen, l’opera aveva due finalità principali: fornire l’edizione critica dei testi delle epigrafi e cercare di ricostruirne la provenienza. La decisione di organizzare il CIL su base geografica obbligò i suoi editori a sviluppare strategie specifiche per gestire il materiale epigrafico di origine non locale o incerta. Il saggio costituisce un primo tentativo di indagine della complessa e sperimentale tassonomia con cui un’enorme mole di dati fu predisposta all’interno di un repertorio monumentale. Scopo del lavoro è di chiarire l’utilità, nonché i limiti, di una risorsa-chiave per la studio del mondo antico, nonché di individuare alcune linee di sviluppo per la ricerca futura.

Il problema della provenienza delle epigrafi nel Corpus inscriptionum Latinarum

CALVELLI L.
2019

Abstract

L’articolo indaga come il fenomeno della mobilità delle iscrizioni antiche sia stato affrontato nel Corpus inscriptionum Latinarum (CIL). Così come fu concepita da Theodor Mommsen, l’opera aveva due finalità principali: fornire l’edizione critica dei testi delle epigrafi e cercare di ricostruirne la provenienza. La decisione di organizzare il CIL su base geografica obbligò i suoi editori a sviluppare strategie specifiche per gestire il materiale epigrafico di origine non locale o incerta. Il saggio costituisce un primo tentativo di indagine della complessa e sperimentale tassonomia con cui un’enorme mole di dati fu predisposta all’interno di un repertorio monumentale. Scopo del lavoro è di chiarire l’utilità, nonché i limiti, di una risorsa-chiave per la studio del mondo antico, nonché di individuare alcune linee di sviluppo per la ricerca futura.
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