Il monastero di Nonantola rappresenta uno dei maggiori complessi benedettini, di fondazione altomedievale, presenti sul territorio nazionale e, indubbiamente, uno dei cenobi più importanti dell’Europa medievale. Fondato nell’VIII secolo nell’orbita culturale longobarda, il monastero accrebbe i suoi possedimenti ed il suo prestigio nel tempo, arrivando a comprendere anche territori lontani (in Toscana, Lombardia e Veneto). Le indagini pluriennali condotte dall’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno restituito una cospicua mole di materiali eterogenei che dipingono un quadro particolarmente complesso delle fasi di frequentazione che si sono succedute non solo all’interno del complesso abbaziale, ma anche dell’intero borgo di Nonantola nei secoli compresi tra l’VIII e il XV. I dati desunti dagli scavi archeologici si inseriscono, poi, in un quadro interpretativo più ampio di carattere territoriale, grazie alle indagini di ricognizione di superficie condotte su un’ampia superficie del nonantolano e dei territori limitrofi. Il nostro intervento si concentrerà sui dati relativi all’età carolingia seguendo il duplice binario della ricostruzione del complesso monastico e del rapporto con gli insediamenti presenti nel territorio circostante.

L’abbazia di Nonantola alla luce dell’archeologia

Gelichi S.;Cianciosi A.;Librenti M.
2018

Abstract

Il monastero di Nonantola rappresenta uno dei maggiori complessi benedettini, di fondazione altomedievale, presenti sul territorio nazionale e, indubbiamente, uno dei cenobi più importanti dell’Europa medievale. Fondato nell’VIII secolo nell’orbita culturale longobarda, il monastero accrebbe i suoi possedimenti ed il suo prestigio nel tempo, arrivando a comprendere anche territori lontani (in Toscana, Lombardia e Veneto). Le indagini pluriennali condotte dall’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno restituito una cospicua mole di materiali eterogenei che dipingono un quadro particolarmente complesso delle fasi di frequentazione che si sono succedute non solo all’interno del complesso abbaziale, ma anche dell’intero borgo di Nonantola nei secoli compresi tra l’VIII e il XV. I dati desunti dagli scavi archeologici si inseriscono, poi, in un quadro interpretativo più ampio di carattere territoriale, grazie alle indagini di ricognizione di superficie condotte su un’ampia superficie del nonantolano e dei territori limitrofi. Il nostro intervento si concentrerà sui dati relativi all’età carolingia seguendo il duplice binario della ricostruzione del complesso monastico e del rapporto con gli insediamenti presenti nel territorio circostante.
Nonantola e il territorio modenese in età carolingia
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