Obiettivo del presente saggio è comprendere come viene presentata la figura di Costantino il Grande nella storiografia melchita, ossia calcedonese-araba, primitiva. Purtroppo la letteratura araba cristiana è ancora, in gran parte, sconosciuta e la ricerca in questo pur interessante campo è ancora agli inizi. La scelta, dunque, di esaminare la figura di Costantino in questa letteratura, e in particolare in quella melchita, ha come scopo quello di contribuire allo sviluppo generale della storiografia cristiana, e in particolar modo in quello di lingua araba. Abbiamo, quindi, scelto i primi autori melchiti di cui possediamo opere di taglio storiche. Tali opere appartengono al genere della storia universale, che partono cioè dalla creazione del mondo e arrivano alla contemporaneità dell’autore. Sono le prime opere pervenuteci in lingua araba di natura storiografica e scritte da arabi cristiani e melchiti di confessione. Il primo è Εὐτύχιος patriarca melchita di Alessandria (933-940); Il secondo autore è il vescovo melchita di Mabbug (Gerapoli), Ἀγάπιος; e in fine il Libro dei santi canoni. Paragoneremo, all'inizio, i testi dei tre autori, per capire quali possano essere state le loro fonti, come le hanno lette e poi presentate e se abbiano avuto delle fonti in comune. Il metodo che seguiremo per questa parte è l’analisi comparativa. Il secondo passo sarà quello di verificare quanto i nostri autori seguano la “verità storica” riguardo alla figura di Costantino e in cosa vi si differenzino e perché. Per questo applicheremo il metodo storico-critico, il cui risultato ci condurrà alla definizione della novità che portano i tre autori presi in esame e quale immagine di Costantino emerge nelle loro opere.

La figura di Costantino nella storiografia melchita araba primitiva: Un Costantino diverso?

Bishara Ebeid
2016

Abstract

Obiettivo del presente saggio è comprendere come viene presentata la figura di Costantino il Grande nella storiografia melchita, ossia calcedonese-araba, primitiva. Purtroppo la letteratura araba cristiana è ancora, in gran parte, sconosciuta e la ricerca in questo pur interessante campo è ancora agli inizi. La scelta, dunque, di esaminare la figura di Costantino in questa letteratura, e in particolare in quella melchita, ha come scopo quello di contribuire allo sviluppo generale della storiografia cristiana, e in particolar modo in quello di lingua araba. Abbiamo, quindi, scelto i primi autori melchiti di cui possediamo opere di taglio storiche. Tali opere appartengono al genere della storia universale, che partono cioè dalla creazione del mondo e arrivano alla contemporaneità dell’autore. Sono le prime opere pervenuteci in lingua araba di natura storiografica e scritte da arabi cristiani e melchiti di confessione. Il primo è Εὐτύχιος patriarca melchita di Alessandria (933-940); Il secondo autore è il vescovo melchita di Mabbug (Gerapoli), Ἀγάπιος; e in fine il Libro dei santi canoni. Paragoneremo, all'inizio, i testi dei tre autori, per capire quali possano essere state le loro fonti, come le hanno lette e poi presentate e se abbiano avuto delle fonti in comune. Il metodo che seguiremo per questa parte è l’analisi comparativa. Il secondo passo sarà quello di verificare quanto i nostri autori seguano la “verità storica” riguardo alla figura di Costantino e in cosa vi si differenzino e perché. Per questo applicheremo il metodo storico-critico, il cui risultato ci condurrà alla definizione della novità che portano i tre autori presi in esame e quale immagine di Costantino emerge nelle loro opere.
Costantino e l’Oriente. L’impero, i suoi confini e le sue estensioni, Atti del convegno di studi promosso dal PIO in occasione della ricorrenza costantiniana (313-2013) Roma 18 aprile 2013
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