Through an interdisciplinary approach this article explores the birth and structuring of the method of epigraphical criticism, as developed by Theodor Mommsen and the other editors of the Corpus Inscriptionum Latinarum in the mid-19th century. Its main goal is to assess whether a proper knowledge of the historical and biographical facts that led to the creation of the CIL may help to better understand epigraphic sources, which are an essential set of evidence for the reconstruction of ancient history. The chosen case study focuses on Mommsen's relationship with Venice, a city rich in Roman antiquities not because it developed over a classical settlement, but rather thanks to its antiquarian collections and a massive use of spolia. Mommsen carried out in Venice a perfect exemplification of the method which he had earlier proposed in his Denkschrift submitted to the Berlin Academy of Sciences in 1847, where he explicitly stated that the exam of previous editions had to come before the autopsy of the inscriptions. His first visits to the city, in 1857 and 1862, were aimed at studying and collating epigraphic manuscripts in Venetian libraries. Only during a final one-day visit on 15 August 1867 did the German scholar eventually carry out a proper autopsy of all the inscriptions which were still visible in the urban fabric of the Serenissima.

L'articolo indaga secondo una prospettiva interdisciplinare la genesi e la strutturazione del metodo della critica epigrafica, sviluppato da Theodor Mommsen e dagli altri curatori del Corpus Inscriptionum Latinarum nei decenni centrali del XIX secolo. Scopo della ricerca è verificare se un'adeguata conoscenza delle vicende storiche e biografiche che portarono al compimento del CIL possa risultare utile a una migliore comprensione delle fonti epigrafiche, intese come tassello fondamentale per la ricostruzione della storia antica. Il caso di studio riguarda nello specifico il rapporto di Mommsen con Venezia, città ricca di reperti romani, non perché cresciuta su un preesistente insediamento, ma grazie ai flussi del reimpiego e del collezionismo. L'attuazione dell'indagine epigrafica a Venezia da parte di Mommsen risulta esemplificativa del metodo già da lui teorizzato nella Denkschrift presentata all'Accademia delle Scienze di Berlino nel 1847, nella quale si esplicitava che lo spoglio della letteratura doveva precedere l'autopsia delle iscrizioni. A una prima serie di visite, svoltesi nel 1857 e nel 1862 e finalizzate allo studio e alla collazione dei codici epigrafici conservati nelle biblioteche veneziane, fece seguito la seconda fase del lavoro, consistente in un veloce riscontro autoptico delle iscrizioni ancora inserite nel tessuto urbano della Serenissima, che lo scienziato tedesco riuscì ad attuare nell'arco di una sola giornata il 15 agosto 1867.

Mommsen e Venezia. Il metodo della critica epigrafica e la sua attuazione

Calvelli L.
2018-01-01

Abstract

L'articolo indaga secondo una prospettiva interdisciplinare la genesi e la strutturazione del metodo della critica epigrafica, sviluppato da Theodor Mommsen e dagli altri curatori del Corpus Inscriptionum Latinarum nei decenni centrali del XIX secolo. Scopo della ricerca è verificare se un'adeguata conoscenza delle vicende storiche e biografiche che portarono al compimento del CIL possa risultare utile a una migliore comprensione delle fonti epigrafiche, intese come tassello fondamentale per la ricostruzione della storia antica. Il caso di studio riguarda nello specifico il rapporto di Mommsen con Venezia, città ricca di reperti romani, non perché cresciuta su un preesistente insediamento, ma grazie ai flussi del reimpiego e del collezionismo. L'attuazione dell'indagine epigrafica a Venezia da parte di Mommsen risulta esemplificativa del metodo già da lui teorizzato nella Denkschrift presentata all'Accademia delle Scienze di Berlino nel 1847, nella quale si esplicitava che lo spoglio della letteratura doveva precedere l'autopsia delle iscrizioni. A una prima serie di visite, svoltesi nel 1857 e nel 1862 e finalizzate allo studio e alla collazione dei codici epigrafici conservati nelle biblioteche veneziane, fece seguito la seconda fase del lavoro, consistente in un veloce riscontro autoptico delle iscrizioni ancora inserite nel tessuto urbano della Serenissima, che lo scienziato tedesco riuscì ad attuare nell'arco di una sola giornata il 15 agosto 1867.
Theodor Mommsen in Italia settentrionale. Studi in occasione del bicentenario della nascita (1817-2017)
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