Il capitolo tratteggia la figura di Poliziano come poeta e il suo ruolo fondamentale nella rinascita della filologia in età laurenziana.

Tra i più importanti poeti del suo tempo, Angelo Poliziano (1454-1494) è senza dubbio il maggiore umanista e filologo del secondo Quattrocento. Attivo a Firenze, al servizio di Lorenzo de’ Medici, e professore allo Studio cittadino, divide la sua ricca produzione tra latino, greco e volgare. Autore di Epigrammi latini e greci, Elegiae, Odi e Silvae latine, in volgare compone un poemetto encomiastico-mitologico noto con il titolo di Stanze (o Stanze per la giostra) e un dramma satiresco, la Fabula di Orfeo. Raccoglie inoltre una serie di rispetti e ballate di notevole valore (Rime). L’ispirazione di Poliziano si basa sulla cosiddetta docta varietas, ovvero procede attraverso una tecnica a intarsio in cui i diversi modelli formano una rete di rimandi, tutta giocata sull’allusione culta.

Poliziano

Curti E.
2014

Abstract

Il capitolo tratteggia la figura di Poliziano come poeta e il suo ruolo fondamentale nella rinascita della filologia in età laurenziana.
Il Medioevo. Esplorazioni, commerci, utopie
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