Una norma databile al 1519 contenuta nel capitolare relativo all’Arte ceramica veneziana descrive le esatte dimensioni e la forma di speciali coperchi che i ceramisti erano tenuti a fabbricare per i “cavi de late”. E’ dato ampio spazio alla minuziosa descrizione, seguita da una dettagliata regolamentazione delle loro dimensioni, corredata inoltre da un disegno. Di che oggetti si tratta? Possono essere descritti come manufatti più larghi nella parte superiore e inferiore e rastremati nel centro. Assomigliano insomma ad un rocchetto realizzato in ceramica depurata priva di rivestimento e con la parte superiore spesso lasciata non finita. In passato, quando questi oggetti venivano rinvenuti negli scavi, furono identificati in vario modo: distanziatori per la cottura dei manufatti ceramici, supporti utilizzati nella fase della decorazione degli stessi o spaziatori per mensole e bancali. Nel contributo è stata analizzata la compatibilità tra i dati forniti dalle fonti scritte e i rinvenimenti archeologici, con particolare riguardo alla distribuzione geografica dei rinvenimenti passati. Infine, è stata discussa la possibile funzione e i patterns del consumo dei prodotti che questi oggetti erano destinati a ricoprire.

"Che si debino far li coverchi de cavi de late iusta la forma, et misura sottoscritta". Coperchi, contenitori e contenuti invisibili a Venezia nel XVI secolo

FERRI, Margherita
2016

Abstract

Una norma databile al 1519 contenuta nel capitolare relativo all’Arte ceramica veneziana descrive le esatte dimensioni e la forma di speciali coperchi che i ceramisti erano tenuti a fabbricare per i “cavi de late”. E’ dato ampio spazio alla minuziosa descrizione, seguita da una dettagliata regolamentazione delle loro dimensioni, corredata inoltre da un disegno. Di che oggetti si tratta? Possono essere descritti come manufatti più larghi nella parte superiore e inferiore e rastremati nel centro. Assomigliano insomma ad un rocchetto realizzato in ceramica depurata priva di rivestimento e con la parte superiore spesso lasciata non finita. In passato, quando questi oggetti venivano rinvenuti negli scavi, furono identificati in vario modo: distanziatori per la cottura dei manufatti ceramici, supporti utilizzati nella fase della decorazione degli stessi o spaziatori per mensole e bancali. Nel contributo è stata analizzata la compatibilità tra i dati forniti dalle fonti scritte e i rinvenimenti archeologici, con particolare riguardo alla distribuzione geografica dei rinvenimenti passati. Infine, è stata discussa la possibile funzione e i patterns del consumo dei prodotti che questi oggetti erano destinati a ricoprire.
Jarres et grand contenants entre Moyen Âge et Époque Moderne. Actes du Ier Congrès International Thématique de l’AIECM3. Montpellier-Lattes 19-21 novembre 2014
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