Il saggio presenta e analizza le principali teorie elaborate dagli studiosi di danza per riconsiderare la natura e l’uso degli archivi, e i modi di archiviare e trasmettere un patrimonio coreutico. Il valore documentario attribuito recentemente alle pratiche di movimento e alle tecniche di danza, oltre che il rilievo dato agli archivi corporei e ai processi di incorporazione, sono anche l’esito di un riesame del ruolo della memoria e dei suoi rapporti con la storia. Il modello teorico offerto da Aleida Assmann, in base al quale la memoria funzionale preserva il passato come presente sotto forma di canone, mentre la memoria archivio preserva il passato come passato e ha l’archivio come suo modello di riferimento, è utilizzato qui per paragonare due diversi usi del patrimonio coreutico. A partire da questo quadro teorico, l’autore esamina due tradizioni di danza moderna – quella che fa capo a Martha Graham e quella che invece si rifà alle teorie di Rudolf Laban – e l’uso che delle loro eredità immateriali hanno fatto diverse generazioni di allievi e studiosi. The essay presents an analysis of the main theories that have prompted dance scholars to reconsider the nature and uses of the archive, as well as the possible ways of archiving and transmitting a dance heritage. The documentary value recently attributed to movement practices and dance techniques, and the relevance of corporeal archives and incorporation processes are also the outcome of a critical reassessment of the workings of memory in its relationship with history. The theoretical model offered by Aleida Assmann, according to which functional memory preserves the ‘present past’ in the form of a canon, whereas archival memory preserves the ‘past past’ with the archive as its paradigmatic form, is here utilized to compare two different uses of dance legacy. Starting from this theoretical framework, the author examines two modern dance traditions, the one founded by Martha Graham and that of Rudolf Laban, and the management of these examples of intangible heritage by different generations of pupils and scholars.

Archivi per la danza tra ricerca storica e pratica coreografica. I casi di Martha Graham e Rudolf Laban.

FRANCO, Susanne
2014

Abstract

Il saggio presenta e analizza le principali teorie elaborate dagli studiosi di danza per riconsiderare la natura e l’uso degli archivi, e i modi di archiviare e trasmettere un patrimonio coreutico. Il valore documentario attribuito recentemente alle pratiche di movimento e alle tecniche di danza, oltre che il rilievo dato agli archivi corporei e ai processi di incorporazione, sono anche l’esito di un riesame del ruolo della memoria e dei suoi rapporti con la storia. Il modello teorico offerto da Aleida Assmann, in base al quale la memoria funzionale preserva il passato come presente sotto forma di canone, mentre la memoria archivio preserva il passato come passato e ha l’archivio come suo modello di riferimento, è utilizzato qui per paragonare due diversi usi del patrimonio coreutico. A partire da questo quadro teorico, l’autore esamina due tradizioni di danza moderna – quella che fa capo a Martha Graham e quella che invece si rifà alle teorie di Rudolf Laban – e l’uso che delle loro eredità immateriali hanno fatto diverse generazioni di allievi e studiosi. The essay presents an analysis of the main theories that have prompted dance scholars to reconsider the nature and uses of the archive, as well as the possible ways of archiving and transmitting a dance heritage. The documentary value recently attributed to movement practices and dance techniques, and the relevance of corporeal archives and incorporation processes are also the outcome of a critical reassessment of the workings of memory in its relationship with history. The theoretical model offered by Aleida Assmann, according to which functional memory preserves the ‘present past’ in the form of a canon, whereas archival memory preserves the ‘past past’ with the archive as its paradigmatic form, is here utilized to compare two different uses of dance legacy. Starting from this theoretical framework, the author examines two modern dance traditions, the one founded by Martha Graham and that of Rudolf Laban, and the management of these examples of intangible heritage by different generations of pupils and scholars.
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