L’intenzione di questo lavoro è approfondire il rapporto tra il pensiero e l’essere alla luce della filosofia di Agostino d’Ippona. Esattamente, lo sfondo della presente indagine è la riflessione di Agostino sul rapporto tra la memoria, l’intelligenza e la volontà dell’uomo, un rapporto che per Agostino è analogo a quello tra le tre Persone della Trinità. Nella prima parte della tesi, viene mostrato come la relazione del pensiero all’essere è il luogo in cui vive il verbum e in cui, dunque, si costituisce il significato: quella relazione rivela, dunque, l’unità originaria di quel rapportarsi all’essere che è la conoscenza (e il cui fine è la verità) e di quello che è il desiderio e l’amore (e il cui fine è il bene). Nell’esaminare se il verbum vada inteso come parola o come pensiero, l’indagine si è soffermata su come la relazione tra pensiero e linguaggio è stata concepita da alcuni filosofi contemporanei: L. Wittgenstein, E. Severino e J. Derrida. I capitoli IV e V della prima parte, infine, tornano sul nesso tra i nomi di verità e bene: poiché sono entrambi nomi (e dunque si manifestano là dove si genera il verbum), vi è unità tra essi; d’altronde, però, tale unità non si declina allo stesso modo nel conoscere e nell’agire (ossia, nella vita della volontà). I temi esplorati e collegati nella prima parte sono approfonditi nella seconda a partire da un più serrato confronto con l’opera di Agostino e secondo un ordine più vicino a quello che si trova nelle sue opere
I nomi di verità e bene alla luce delle riflessioni sul "verbum" di Agostino d’Ippona / Pezzato, Maddalena. - (2010 Feb 26).
I nomi di verità e bene alla luce delle riflessioni sul "verbum" di Agostino d’Ippona
Pezzato, Maddalena
2010-02-26
Abstract
L’intenzione di questo lavoro è approfondire il rapporto tra il pensiero e l’essere alla luce della filosofia di Agostino d’Ippona. Esattamente, lo sfondo della presente indagine è la riflessione di Agostino sul rapporto tra la memoria, l’intelligenza e la volontà dell’uomo, un rapporto che per Agostino è analogo a quello tra le tre Persone della Trinità. Nella prima parte della tesi, viene mostrato come la relazione del pensiero all’essere è il luogo in cui vive il verbum e in cui, dunque, si costituisce il significato: quella relazione rivela, dunque, l’unità originaria di quel rapportarsi all’essere che è la conoscenza (e il cui fine è la verità) e di quello che è il desiderio e l’amore (e il cui fine è il bene). Nell’esaminare se il verbum vada inteso come parola o come pensiero, l’indagine si è soffermata su come la relazione tra pensiero e linguaggio è stata concepita da alcuni filosofi contemporanei: L. Wittgenstein, E. Severino e J. Derrida. I capitoli IV e V della prima parte, infine, tornano sul nesso tra i nomi di verità e bene: poiché sono entrambi nomi (e dunque si manifestano là dove si genera il verbum), vi è unità tra essi; d’altronde, però, tale unità non si declina allo stesso modo nel conoscere e nell’agire (ossia, nella vita della volontà). I temi esplorati e collegati nella prima parte sono approfonditi nella seconda a partire da un più serrato confronto con l’opera di Agostino e secondo un ordine più vicino a quello che si trova nelle sue opereFile | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: tesi di dottorato
Tipologia:
Tesi di dottorato
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